P. Angelo Scaglia
Robecco d’Oglio (Cremona) il 25 settembre 1914
Cremona 26 febbraio 1999
Verso le ore 02.30 del 26.02.1999, all’Ospedale Civile di Cremona, è morto il P. Angelo Scaglia. Era ricoverato da appena cinque giorni, per un attacco influenzale; sembrava si stesse riprendendo senza particolari difficoltà; purtroppo nel tardo pomeriggio del 25.02 la situazione è irrimediabilmente precipitata a causa di un edema polmonare aggravato da insufficienza cardiaca cronica. Aveva 84 anni già compiuti, essendo nato a Robecco d’Oglio (Cremona) il 25.09.1914.
Allievo del Seminario diocesano di Cremona fino alla quarta ginnasio compresa, nel 1932 entrò tra i Saveriani a Grumone, in quinta ginnasio. Fu poi a S. Pietro in Vincoli per l’anno di Noviziato concluso con la Professione Religiosa il 12.9.35. Passò quindi a Parma dove frequentò il Liceo (‘35-’38) e, dopo l’anno di Prefettato nella Scuola Apostolica di Massa Lucana, la teologia (‘39-’43). Fu ordinato presbitero a Grumone il 20.3.1943.
Dopo l’ordinazione, essendo sospese le partenze per la Cina a causa della guerra allora in atto, il P. Scaglia fu destinato alla comunità di Vicenza. Trascorse dapprima qualche mese a Navarons (Pordenone) con il P. Pattaconi, che aveva l’incarico di aprire una nuova scuola apostolica in quella zona. Il tentativo però non riuscì e il padre, all’inizio del ’44, raggiunse la comunità di Vicenza sfollata a Sovizzo (VI).
Seguirono altri due anni di impegno nella propaganda missionaria a Gromo S. Marino (BG) (‘44-’45) a Grumone (CR) (‘45-’46) e infine a Cremona (1946) dove gli giunse, graditissima, la destinazione alla missione.
P. Scaglia giunse in Cina nel Gennaio del ’47 e, dopo due anni di studio della lingua a Pechino, fu inviato nella missione di I-Chun (Kian-shi) nella cristianità di Lu-ki: “… piccola oasi di pace…[dove si comprende che] vale la pena sacrificare tutto e venire qui in Cina” (Lett. s.d.). Ma con l’avvento della Repubblica Popolare il padre, dopo estenuanti e umilianti processi, fu espulso. Fu un duro colpo, anche per la sua salute: “il dolore di aver lasciata la missione è troppo forte, proprio ora mentre ci penso mi prende il pianto e non capisco più niente. Mi pare di non poter più combinare niente di buono…” (Lett. 31.1.51).
Nel 1951 era di nuovo in Italia dove, rimessosi alquanto in salute, fu dapprima Insegnante nella Casa Saveriana di Poggio S. Marcello (‘51-’52) e poi Direttore Spirituale a Massa Lucana (‘52-’53), a Cremona (‘53-’68), a Brescia (‘68-’77) e successivamente, dopo la chiusura delle Scuole Apostoliche, Incaricato dei Benefattori a Brescia (‘74-’77) e a Cremona.
Dei lunghi anni trascorsi in Italia devono essere anche ricordate: la “vigile e costante operosità a favore delle missioni saveriane, allestendo mostre d’arte afro-asiatica…” (La Vita di Cremona, 24.3.68); la sensibilità per l’arte con la collezione di quadri di valore e l’interessamento per vari restauri: è stato tra i primi a muoversi per il recupero del complesso artistico di San Cristo di Brescia; la Pastorale dei malati che lo portato, lui sofferente per cronici disturbi cardiaci, a visitare, regolarmente, gli amici e i benefattori con problemi di salute.
Una vita caratterizzata dalla discrezione e dalla normalità, quella del P. Scaglia che a pochi mesi dalla morte, il 24.9.98, scriveva: “Quante cose che avrei potuto svolgere meglio e quante cose buone che avrei potuto fare ma che ho omesso: più ne pensi e più ne saltano fuori… al fine della vita si vede molto meglio e ringrazio Dio e la Vergine se, nonostante i miei demeriti, sono quel che sono. Grazie al Cielo e grazie al venerato Fondatore che se non fosse venuto a Grumone, probabilmente io non sarei andato a Parma”.
Il Signore lo accolga in Paradiso, accanto al Beato Guido.
Fr. Angelo Scaglia
Robecco d’Oglio (Cremona) il 25 settembre 1914
Cremona 26 febbraio 1999
At about 2:30 in the morning of Feb. 26 1999, Fr. Angelo Scaglia died at the Hospital in Cremona. He was admitted because of a flu attack, and everything seemed to be going well, when he suffered a lung edema due to his weak heart condition. He was 84 years old, born in Robecco d'Oglio (Cremona) on Sept. 25 1914.
He joined the Xaverians in Grumone in 1932, after having attended the diocesan seminary of Cremona. He was then in S. Pietro in Vincoli for Novitiate concluded with the Religious Profession on Sept. 12 1935. After studies in Parma, and prefect at Massa Lucana, he was ordained priest at Grumone on March 20 1943.
Due to the difficulties of the war in China, Fr. Scaglia worked in Italy until his official assignment to China in 1946, serving in the capacity of spiritual director, mission animator, and working to establish new foundations. He was at Navarons (Pordenone) with Fr. Patacconi, in search of establishing a foundation in Friuli, without success. In 1944, Fr. Scaglia went to Sovizzo, and joined the community of Vicenza who was there because of the War. He spent a couple years working in mission animation at Gromo S. Marino (Bergamo, 1944-45), then Grumone (Cremona, 1945-46) and finally Cremona (1946).
He arrived in China in January 47, and after two years of studies in Pecking, he served the mission of I-Chun (Kian-shi), "a small oasis of peace" in the midst of turmoil. But that did not last long: with the advent of the Communist Regime, he was brought to public trials, suffered humiliations, and was finally expelled from China in 1951. "The pain to have left that mission is too great to describe, and as I think of it, I cry and my brain wanders. I fell as if I can never accomplish anything good anymore." (Letter of Jan. 31 1951).
Once in Italy, he worked in various houses, keeping in mind his pastoral work, his availability to benefactors and sick friends, helping to value the restoration of San Cristo in Brescia, and organizing shows of African-Asian artistic works. He served at Poggio S. Marcello (1951-52), Massa Lucana (1952-53), Cremona (1953-68, 1977-99), and Brescia (1968-77).
One of his characteristic traits of these years spent in Italy was his interest for art, expressed in his willingness to work for Art Shows and anything that had precious value. He was one of the first Xaverians to start looking at the artistic value of San Cristo in our house at Brescia. He also visited many sick and ill benefactors and friends, even when he was not in good health, with his irregular heart condition.
His life was characterized by simplicity and day-to-day living, expressing his love and trust in God… "How many more things I could have done better, and how many more I should have done, but never got around it: the more I think of them, the more the list grows... At the end of life, we see with a better vision, and I thank God and the Virgin Mary if I have arrived here, even through my shortcomings. My gratitude to Heaven and also to our blessed Founder for coming to Grumone to visit us; if it wasn't for him, I would have never gone to Parma."
May the Lord welcome him into Paradise, close to Blessed Guido Conforti.
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