Skip to main content

Germano Fr. Valeriano

2290/500

Fr. Valeriano Germano

Terenzano di Pozzuolo del Friuli (Udine), 29 luglio 1902 
Parma, 3 agosto 1983

Primo Saveriano Fratello Coadiutore; Missionario in Cina e in Brasile per oltre 50 anni. Di anni 83. Sepolto a Parma

Germano Valeriano nacque a Terenzano di Pozzuolo del Friuli (UD) il 29.VII.1902 da Callisto e Iacuzzi Anna Maria.

A 13 anni giungeva a Parma nell'Istituto Missionario di Mons. Conforti, accoltovi dal piccolo gruppo di Saveriani animati dal P. Bonardi. Desideroso di diventare Sacerdote Missionario iniziò gli studi ginnasiali: questi si rivelarono per lui faticosi e fisicamente logoranti fino a causargli continui mal di testa. Notando ciò e tenendo presente la bontà d'animo e la generosità manifestata nel fare i tanti lavori della convivenza comunitaria, il P. Bonardi parlò di lui al Fondatore. Mons.Conforti vide in Germano il futuro modello dei Fratelli Coadiutori Saveriani: lo chiamò e gli propose di rimanere come Missionario Fratello.
Germano accettò e ultimato il Noviziato emise la Professione religioso-missionaria il 31 ottobre 1922 nelle mani dello stesso Fondatore, assieme ad altri sette Confratelli. Per quattro anni visse in Casa Madre, svolgendo molteplice attività manuale, a volte nascosta ma sempre preziosa per il buon andamento della vita comunitaria.

Il 27.IX.1926 partiva Missionario per la Cina, imbarcandosi assieme al P. Dante Battaglierin sulla nave Esquilino; il Fondatore, imponendogli il Crocifisso nella Cappella Martiri dell'Istituto, si era congratulato con lui per essere il primo Fratello Coadiutore partente per la Cina. Rimase in Cina per 27 anni continui fino all'espulsione. Svolse la sua azione nelle località centrali di Cheng-chow e di Loyang, prestandosi per lo più nella conduzione della Casa, nella manutenzione degli ambienti e soprattutto nella riparazione dei mezzi meccanici. Il lavoro attorno a ciò che poteva avere a che fare con la meccanica era per lui un riposo.

Scriveva dalla Cina in data 28.11.1927: “... Oltre allo studio del Cinese il resto del tempo lo dedico all'officina o lo passo lavorando in stanza nelle lampade a petrolio, a pulire sveglie e orologi grossi... Imparo a parlare con i ragazzi e mi pare di riuscire abbastanza a farmi intendere..."

Le vicende belliche causate dall'esercito rivoluzionario e dall'avvento definitivo di Mao contrastarono notevolmente l'attività dei Missionari in Cina. Anche Fr. Germano subì il domicilio coatto, la sottile propaganda derisoria del regime ed infine l'espulsione che lo fece arrivare ad Hong-kong il 16 novembre 1953.

Rientrato in Italia affrantò moralmente e con la schiena in disordine a causa di una brutta caduta occorsagli durante il concentramento in Cina, fu sottoposto a cure mediche e per molto tempo portò il busto ortopedico. Quando il 'suo' Vescovo Mons. Bassi - espulso dalla Cina poco dopo di lui - gli propose di andare con lui Missionario in Brasile, Fr. Germano ripartì gioiosamente per il nuovo campo di attività: era il 29 dicembre 1956. Rimase in Brasile per oltre 20 anni, collaborando con i Missionari prima al Sud e poi al Nord nel bacino amazzonico. Brevi testimonianze dei Confratelli descrivono la sua personalità missionaria:

"... Fr. Germano era un Confratello dalla serenità semplice. Si stava bene con Lui... Stava volentieri con i giovani e con i bambini... Tutti lo chiamavano 'Mano-Mano', un po' per abbreviare il suo nome, un po' per affetto ed amicizia... Lavorava e scompariva, contento di aver fatto il suo dovere... La seconda caratteristica che spiccava in lui era la pietà: fede nell'Eucaristia e amore profondo alla Madonna. Pur non essendo sacerdote, insegnava a noi, con l'esempio della sua vita, come vivere l'Eucaristia ed il Breviario. Il Rosario completava la sua giornata di preghiera... Non ci sono fatti straordinari nella Vita di Fr. Germano e neppure opere grandiose, ma ci fu ciò che più importa e che veramente vale: la fedeltà al Signore e l'amore alla Chiesa...".

Obbligato a rientrare in Italia per l'acutizzarsi dei dolori alla spina dorsale, trascorse in Casa Madre a Parma, quasi due anni in un calvario di sofferenze, costretto sempre a letto e senza la minima possibilità di potersi persino girare sui fianchi. La sua lunga e laboriosa giornata terrena si concluse la mattina del 3 agosto 1983.

English

Br. Valeriano Germano

Terenzano di Pozzuolo del Friuli (Udine), 29 luglio 1902 
Parma, 3 agosto 1983

Br. Valeriano Germano died at the Mother House in the morning of Aug. 3 1983, following a long two years of suffering of osteoporosis of the spinal cord. He was 81 years old, born on July 29 1902 at Terenzano di Pozzuolo del Friuli (Udine).

He entered the Xaverians at Parma at the age of 13, welcomed by Fr. Bonardi on Nov. 5 1915. He wanted to become a missionary priest, but the amount of studies and his frequent headaches made the journey even more difficult. Counseled by Fr. Bonardi and then Bishop Conforti, he agreed to become a Brother in the Xaverian congregation. At the end of his novitiate, he professed religious missionary vows on Oct. 31 1922, in the hand of the Founder, together with other 7 confreres.

After a period of 4 years of service, and simple work at the Mother House, he received the assignment for China. Together with Fr. Dante Battaglierin, he left for China on Sept. 27 1926, the first Xaverian Brother to join the China group of missionaries. Even the founder, in his departure discourse at the Chapel of Martyrs of the Mother House, delivered a very moving speech congratulating the first Brother Coadjutor of our congregation to leave for the missions. Unfortunately, this discourse is missing. 

Br. Valeriano worked in China for 27 long years, in the central houses of Cheng-chow and Loyang, keeping up with the house and with mechanical repairs, fixing grandfather clocks and gas lamps… and teaching catechism to children. Even Br. Germano went through the concentration camp, house arrest, and the communist propaganda period, which resulted in his expulsion on Nov. 16 1953 at Hong-Kong.

Once in Italy, Br. Germano spent a good period of time taking care of a bad spinal injury following a fall in the concentration camp. But when “his” Bishop, Msgr. Bassi, suggested to go to Brazil, Br. Germano was more than willing to leave. He left on Dec. 29 1956, and worked both in the South and in the North for more than 20 years.

Confreres wrote of him: “Br. Germano was a simple and serene confrere. Everyone liked him. Children and youth like to be with him… They called him ‘Mano-Mano’… He worked or fixed things, and then he disappeared, happy to have done his job… The second characteristic of his personality was his personal devotion: faith in the Eucharist and love for our Lady. He taught us well, even though he was not a priest, with his personal example, to live the Eucharist and the Breviary, and the Rosary at the end of the day… There are no extraordinary things of Br. Germano’s life, nor grandiose works… but his faithfulness to the Lord and his love for the Church were great indeed.”

His last two years of his life, he was obliged to return to Italy because of an increased of pain in the spinal cord: in his bed all the time, he could not even move on his side. His journey on earth ended on Aug. 3 1983. May the Lord grant him eternal Rest!


Partenza Germano

DG
03 Settembre 1983
2290 visualizzazioni
Tag

Link &
Download

Area riservata alla Famiglia Saveriana.
Accedi qui con il tuo nome utente e password per visualizzare e scaricare i file riservati.