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Cattolici e Comunisti si incontrano per la Palestina

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PARMA – Il 10 giugno, Parma è stata sede di un evento storico, cattolici e comunisti si sono incontrati nella sede di Rifondazione Comunista per discutere su un tema comune: la questione palestinese.

Da tempo la Chiesa Cattolica e l’ideologia comunista vengono presentate come due realtà distanti se non addirittura contrapposte. 

“È molto più quello che ci unisce che quello che ci divide,” ha esordito padre Pietro Rossini, relatore dell’evento.

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Un’ottantina di persone di entrambe le provenienze hanno riempito la sede di Rifondazione: c’erano membri del partito, missionari, religiosi e religiose e laici delle associazioni cattoliche di Parma.

Franco Ferrari, del comitato nazionale di Rifondazione Comunista e organizzatore dell’evento ha introdotto la serata con un excursus sulla storia della questione palestinese dal 1946 fino ad oggi e di come le posizioni del partito comunista siano cambiate durante il corso degli eventi.

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Ospite speciale della serata è stato padre Pietro Rossini dei Missionari Saveriani di Parma e portavoce della rete, “Preti contro il genocidio”una rete di sacerdoti di 58 paesi che conta oltre 2.200 membri di cui 25 vescovi e 3 cardinali che denunciano il regime di apartheid e il genocidio in atto contro la popolazione palestinese.

Padre Rossini ha sottolineato l’importanza di chiamare le cose con il loro nome, di distinguere tra guerra e genocidio, e ha richiamato all’importanza di prendere posizione per costruire insieme la pace.

“Il silenzio davanti all’oppressione è complice e alimenta l’oppressione stessa,” ha affermato il missionario, “la neutralità non è una scelta moralmente accettabile! Davanti ad un genocidio la neutralità continua a mietere vittime innocenti e permette all’oppressore di prevalere sull’oppresso”.

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Il missionario ha concluso il suo intervento citando un passaggio dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV che al numero 216 parla della necessità di non restare neutrali davanti a quanto sta accadendo.

Così scrive il Pontefice:

«Ci sono situazioni nelle quali, per rimanere umani, dobbiamo abbandonare le esitazioni e prendere posizione. Ci sono conflitti in cui non è giusto rimanere neutrali e non basta ritenere di “non essere complici”.  Quando siamo davanti a bombardamenti su civili, ad attacchi contro ospedali, scuole o infrastrutture vitali, a violenze che colpiscono bambini, ci troviamo davanti a scandali che feriscono l’umanità stessa. Per questo non possiamo restare a livello di analisi astratte. Come ha ricordato Papa Francesco, dobbiamo “toccare la carne” di chi soffre: guardare i volti, ascoltare le storie, riconoscere le ferite. Gli eventi dolorosi hanno bisogno sia di storia che di memoria, l’una per cercare di raccontare i fatti, l’altra per testimoniare i vissuti.» 

(Magnifica Humanitas, 216)

L’incontro tra comunisti e cattolici sulla Palestina è stato segno vero della “chiesa in uscita” di cui parlava Papa Francesco e segno di speranza per entrambe le parti che se si dialoga e si cammina insieme è possibile costruire un mondo diverso e migliore lavorando su obiettivi comuni anziché alzare muri e guardarsi come nemici.

L’intervento completo è disponibile al seguente link:

Pietro Rossini, SX
11 Giugno 2026
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