Scheda del Paese

Condividendo la fede

Era il lontano marzo del 1498 quando il navigatore Vasco de Gama sbarcò con i suoi compagni sulla spiaggia dell'isola di S. Giorgio di fronte alle coste del Mozambico. Nello stesso giorno dicono le cronache, un frate, che era imbarcato sulla stessa nave, celebrava su quella terra la prima messa. Esattamente 500 anni dopo, i primi saveriani sono sbarcati in Mozambico.

Una singolare, storica coincidenza. Li aveva preceduti nell'agosto del 1541, il loro protettore, S. Francesco Saverio, che si fermò in Mozambico per 7 mesi, prima di navigare verso l'oriente.

 decisione presa dai responsabili dell'Istituto saveriano ha incontrato parecchie obiezioni: Perché aprire una nuova missione, un nuovo campo di lavoro in Africa, quando, sparsi nel mondo, siete già presenti in altri 17 paesi? Perché accettare il rischio di una presenza in Mozambico, dopo tutto quello che è successo e sta succedendo ai vostri confratelli del Burundi, del Congo e della Sierra Leone?

Perché fondare una nuova missione in Africa con tutto il bisogno che c'è nel mondo, specie in Asia, per non parlare dell'Europa dove si sta perdendo la fede?

Certo una risposta esaustiva non è facile. Ma ci sembra di avere scelto la strategia del Signore, di seguire il suo intuito, le sue scelte: gli esclusi, gli abbandonati, gli assetati di giustizia, di pace. Il Mozambico è un paese prostrato da una terribile, lunga guerra civile. Missioni interamente distrutte, vaste zone abbandonate dalla popolazione in fuga, intere aree ancora disseminate di mine.

Una nazione dove la chiesa conta pochissimi preti, per lo più stranieri, anziani, costretti a seguire quattro cinque parrocchie distanti tra loro e collegate da strade devastate. Alcune di queste missioni sono servite da suore, donne eroiche che avrebbero a loro volta bisogno di assistenza e riposo.

I Saveriani sono giunti in Mozambico con il desiderio di essere una comunità di fede in mezzo ai fratelli di mettersi al servizio della Chiesa locale, già presente, e con una storia di crescita e maturità comprovata dagli anni di colonizzazione, di marxismo, di guerra civile; oggi impegnata nella ricostruzione non solo fisica, ma soprattutto morale e spirituale del paese. Essi desiderano vivere da poveri, in maniera semplice; essere accoglienti cercando di avvicinare tutti, andando loro per primi a visitarli nelle loro case.

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