P. Gaetano Filisetti
Bani di Ardesio (Bergamo), 8 dicembre 1932
Villa di Serio (Bergamo) 4 aprile 2013
Il 4 aprile 2013 a Villa di Serio (BG – Italia) nell’abitazione del fratello Francesco presso il quale viveva dal dicembre 2012, è morto il P. Gaetano Filisetti, consumato da un tumore diffuso.
Aveva 80 anni compiuti, essendo nato a Bani di Ardesio l’8.12.1932.
P. Gaetano, nato e cresciuto in una comunità parrocchiale intrisa di valori evangelici, che ammirava, favoriva e sosteneva le vocazioni, ha scritto: «Non avevo mai pensato e tanto meno desiderato diventare missionario. … Desideravo piuttosto diventare sacerdote e andare in Seminario dove c’erano altri miei compagni».
Poi nel ’44 conobbe i Saveriani di Grumone, sfollati a Gromo S. Marino e scelse di diventare missionario. Entrò all’Istituto a Gromo San Marino il giorno 8.9.1944.
Dopo qualche giorno fu accompagnato a Grumone dove iniziò l’iter formativo saveriano frequentando la Preparatoria (44-45). Passò poi a Pedrengo I e II Media (45-47); a Zelarino III Media (47-48); a Piacenza IV Ginnasio (48-49) e a Zelarino V ginnasio (49-50). Nonostante tutto furono anni di crescita… «Capii che cosa comportava la mia vocazione e un po’ alla volta abbandonai tutti quei sogni di avventure e al loro posto entrò nella mia mente un grande desiderio di anime e la volontà di fare del bene e di dare tutta la mia vita a questo unico scopo».
Alla fine della quinta ginnasio fu ammesso al Noviziato che fece a S. Pietro in Vincoli e che concluse con la Prima Professione il 12.10.1951.
Frequentò il Liceo a Desio (51-54). Fu per alcuni mesi prefetto a Vallo della Lucania. Alla fine del 1954 dovette rientrare a Parma per curare la TBC: una vicenda vissuta tra Parma, famiglia, Sanatorio di Sondalo, Piacenza e chiusa nel novembre 1956. Proseguì quindi gli studi teologici. Fu così presentato per gli Ordini : «Ha buona pietà e ingegno sufficiente. Soprattutto è pieno di buon criterio e nutre sentimenti elevati e idee precise sulla vita religiosa. È un temperamento ipersensibile. Ha un senso vivissimo della giustizia. Questo spiega i suoi scatti e il suo modo vivace di reagire che, a volte, lo può far considerare un po’ indipendente».
Fu ordinato presbitero a Parma il 9.11.1958. L’anno successivo, conclusi gli studi teologici, fu nominato vicario Cooperatore al Tempio del S. Cuore di Parma.
Nel 1961 giunse la destinazione al Giappone. Anche per il P. Gaetano risultarono impegnativi l’apprendimento della lingua e l’inculturazione nel mondo giapponese. Problemi pure nell’acclimatazione: il periodo maggio settembre «mi logora e mi sottrae energie…». Fu parroco a Tano (64-68) e a Takanabe (69–85). Nel desiderio di incontrare più persone al di fuori della piccola comunità cristiana e allargare così le possibilità dell’ annuncio missionario, intensificò le sue iniziative per i giovani. Aveva pure l’ambizione di essere come loro mentre sentiva di essere come la statua della Madonna in chiesa: «molta venerazione, molto rispetto. Però il suo posto è là in chiesa, vicino l’altare».
Dopo 24 anni di Giappone rientrò in Italia per l’avvicendamento. Fu mandato alla comunità di Alzano con l’incarico di Economo. Ma il suo sogno era sempre la pastorale e ottenne di fare il parroco a Cadenazzo (Svizzera) dal 1987 al 1998 e a Contone e Robasacco dal 1990 al 1998. Un pastore zelante e apprezzato afferma il Vicario Generale della Diocesi di Lugano nella lettera in cui chiede che sia permesso al P. Gaetano di continuare il servizio pastorale: «Si è inserito molto bene nel nostro mondo diocesano; spirito e modi del suo ministero sono apprezzati; sa dare, con felici risultati, particolare attenzione alla gioventù» (5.4.90).
Dopo un tentativo di tornare a vivere in una comunità saveriana (Roma, Via Aurelia [98-99] e Tavernerio [99-2002] ) ottenne di ritirarsi, dal 2002 allo scorso dicembre, dapprima a Castione della Presolana, poi al suo paese d’origine, Bani di Ardesio, sempre dedito a un ministero molto apprezzato e a incontri con gruppi di giovani, per i quali attrezzò anche il giardinetto della casa di Bani.
Un percorso di vita saveriana, quello di P. Gaetano, un po’ particolare, ma che non gli impedì di sentirsi saveriano e missionario.
Riposi in pace.
Fr. Gaetano Filisetti
Bani di Ardesio, (Bergamo) 8 dicembre 1932
Villa di Serio (Bergamo) 4 aprile 2013
Fr. Gaetano Filisetti died of cancer on 4 April 2013, at his brother Francesco’s home in Villa di Serio (Bergamo, Italy), where he had been living since December 2012.
Born at Bani di Ardesio, on 8 December 1932, he was 80 years old.
Fr. Gaetano was born and grew up in a parish community that was permeated by Gospel values, which admired, promoted and supported vocations. He once wrote: «I never had a thought, or even the desire, of becoming a missionary. … I did want to become a priest and join the Seminary where I had some friends ».
In 1944, he met the Xaverians of Grumone, who had been evacuated to Gromo S. Marino, and he decided to become a missionary. He joined the Institute at Gromo San Marino on 8 September 1944.
A few days later he was taken to Grumone where he began the Xaverian formation program: an introductory year (1944-45). He then moved to Pedrengo for the first two years of high school (1945-47); Zelarino for the third year (1947-48); Piacenza for the fourth year (1948-49) and Zelarino for the fifth year (1949-50). These were years of growth …«I gradually began to let go of all the dreams of adventure and cultivated instead a great desire to save souls, do good and give my entire life for this one purpose ».
At the end of high school, he was admitted to the Novitiate at S. Pietro in Vincoli, which ended with his First Profession on 12 October 1951.
He attended the Lyceum at Desio (1951-54). For some months he served as prefect at Vallo della Lucania. At the end of 1954 he had to return to Parma for treatment for tuberculosis: he spent that period between Parma, his family, the Sanatorium at Sondalo, Piacenza until November 1956. He then continued with his Theology studies. He was thus presented for the Ordained Ministries: «He has a good degree of piety and sufficient intelligence. Above all, he has good judgment and a high esteem and clear ideas of the religious life. He is of a hypersensitive disposition. He has a very keen sense of justice, which explains his reactions and why some consider him to be rather independent».
He was ordained priest in Parma on 9 November 1958. A year later, upon conclusion of his theology studies, he was appointed assistant at the Tempio del S. Cuore in Parma.
In 1961 he was assigned to Japan. Learning the language and inculturation in the Japanese world were demanding tasks for Fr. Gaetano. He also had problems with his acclimatization: the period May-September «wears me out and saps my energies …». He served as parish priest at Tano (1964-68) Takanabe (1969–85). With the desire to meet more people outside the small Christian community, and thus widen the opportunities for missionary proclamation, he intensified his initiatives on behalf of young people. He also had the desire to be like them, while feeling that he was more like the statue of Our Lady in the church: «much veneration and respect. But her place is in the church, close to the altar ».
After 24 years in Japan he returned to Italy, where he was sent to the community of Alzano as Treasurer. Yet his wish was to do pastoral work and he was given permission to serve as parish priest at Cadenazzo (Svizzera) from 1987 until 1998, and at Contone and Robasacco from 1990 until 1998. He was a zealous priest and much appreciated, as the Vicar General of the Lugano diocese wrote in a letter asking that Fr. Gaetano be allowed to continue his pastoral service: «He has settled down very well in our diocese; his spirit and ministry are much appreciated; he is very good with young people and his work with them produces good results » (5.4.90).
After attempts to return to a Xaverian community (Rome, Via Aurelia [1998- 99] and Tavernerio [1999-2002] ) he was allowed to retire, from 2002 until last December, first to Castione della Presolana, then to his home village, Bani di Ardesio, where his ministry and work among young people were much appreciated.
Fr. Gaetano’s Xaverian life was rather peculiar, but it did not prevent him from feeling that he was a true Xaverian and missionary.
May he rest in peace.

