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Zamponi P. Guido

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P. Guido Zamponi

Poggio S. Vicino (Macerata), 6 gennaio 1929
Parma, 22 giugno 2014

Il 22 giugno 2014, a Parma, in Casa madre, verso le 14.45 si è spento il P. Guido Zamponi. Aveva 85 anni compiuti, essendo nato a Poggio S. Vicino (Macerata – Italia) il 6 gennaio 1929.

P. Guido, orfano di madre a tre anni, fu cresciuto dalla nonna che tutte le mattine portava con sé il ragazzino alla messa in parrocchia e che parlando del suo futuro gli ripeteva sempre, in marchigiano: “Nu prete e nu frato nda casa nosta c’è sempre stato”.

“Sempre, fin da piccolo – scriverà nell’Esame della Vocazione (1947) - ho avuto inclinazione e desiderio di farmi religioso. […] E quando in famiglia si pensò bene di mandarmi dai Saveriani di Poggio S. Marcello, fui molto contento”. Entrò all'Istituto nel 1940. Nel 1944, alla fine del Ginnasio Inferiore, ritornò in famiglia perché a causa della Linea Gotica costituita dall’esercito tedesco, era praticamente impossibile viaggiare dalle Marche verso il Nord Italia. Raggiunse Grumone l’anno successivo e frequentò il Ginnasio Superiore.

Nel 1947 fece domanda d’ammissione al Noviziato consapevole della crescita vocazionale maturata in quel periodo: “Nei primi anni non capivo cosa volesse dire vocazione, ma poi cominciai a pensarci e allora il germe della mia vocazione si andò sviluppando. I motivi principali che mi inducono a rimanere all’Istituto sono: il desiderio di essere missionario e la mia santificazione” (Esame della vocazione). Il suo Rettore, nel presentarlo al P. Maestro, puntualizzava: “Elemento buono per pietà, per rettitudine, per volenterosità nel dovere; semplice, sincero, gioviale”.

Fece il Noviziato a San Pietro in Vicoli ed emise la Prima Professione il 12.9.1948. Frequentò il Liceo a Desio. Alla fine del triennio i formatori lo proposero per la Professione Perpetua: “Attaccato alla vocazione, aperto con i Superiori, schietto nella compagnia. Si applica volentieri nelle occupazioni. Carattere allegro e facile ad amalgamarsi con gli altri. Se ha qualche responsabilità, la porta bene e fino in fondo”.

Dopo l’anno di prefettato nella Casa Apostolica di Nizza Monferrato (’51-’52) fu inviato negli Usa dove studiò Teologia e dove il 2.2.1956, a Boston, fu ordinato presbitero.

Alla fine degli studi teologici fu destinato al Giappone. Ritornò in Italia per raggiungere la missione. Ma l’operazione non andò oltre: necessità ineludibili costrinsero i Superiori a chiedere a P. Guido di fermarsi per offrire il suo servizio di insegnante di inglese e di aiuto economo nella comunità di Cremona.

Nel 1958 il P. Generale gli propose la missione della Sierra Leone. P. Guido accettò immediatamente e alla fine di novembre era già a Makeni. Operò in quella missione dal 1958 al 1974: fu Viceparroco a Magburaka (’58-’61), Economo e Procuratore a Makeni (’61-’69), Parroco a Kamalu (’69-’74). “Sono stato molto occupato - dichiarava a Missionari Saveriani, gennaio 75 - in problemi amministrativi e nei lavori di costruzione, sopra tutto di scuole perché la scuola ci offre la possibilità di incontrare le nuove generazioni, di far conoscere loro il cristianesimo attraverso una catechesi continua e approfondita. Anche gli incontri con i malati sono occasione per una presentazione della vita cristiana”. Ricordava pure, con una punta di compiacimento, l’impegno della missione per la formazione del clero locale, l’africanizzazione della chiesa, l’apertura ecumenica nei rapporti con le altre chiese cristiane.

Nel 1974, anche per qualche problema di salute, fu richiamato in Italia dove continuò a servire la missione come Economo locale a Salerno (74-80) e, dopo due anni di Segretario Vescovile di Mons. Gianni Gazza ad Aversa, a Tavernerio (82-88); infine fu incaricato dell’accoglienza e dei benefattori a Genova-Pegli (94-07). Dal 2007 era in cura a Parma.

Suggestiva la sua lettura degli anni trascorsi in Italia: “Ho vissuto nelle comunità d’Italia l’apostolato della riconoscenza e del ringraziamento: una lettera, una telefonata, una visita e tutto accompagnato dalla Messa e dalla preghiera quotidiana.

Ringrazio di cuore gli amici e benefattori perché hanno fiducia nei missionari. Sono loro che ci permettono, con la preghiera e l’aiuto, di continuare la missione nel mondo. Pur nei miei limiti mi sento parte attiva della Missione in comunione con i confratelli e i benefattori” (Missionari Saveriani, Febbraio 2006).

Riposi in pace.

English

Fr. Guido Zamponi

Poggio S. Vicino (Macerata), 6 gennaio 1929
Parma, 22 giugno 2014

Fr. Guido Zamponi died in Parma on 22 June 2014. Born in Poggio S. Vicino (Macerata – Italy), 0n 6 January 1929, he was 85 years old.

Fr. Guido lost his mother when he was three years old and was raised by his grandmother, who took him every morning to Mass in the parish church. Speaking about his future, she said often that there had always been a religious in the family.

In 1947, he wrote: “I have had the desire to become a religious ever since I was a small child. I was very happy when my family sent me to the Xaverians at Poggio S. Marcello”. He joined the Institute in 1940. In 1944, at the end of junior high school, he returned home because the Gothic Line set up by the German army made it practically impossible to travel from the Marches region to the north of Italy. He arrived in Grumone the following year and attended senior high school.

In 1947 he applied for admission to the Novitiate, fully aware of how his vocation had grown during that period: “In the early years I did not understand what vocation meant, but then I began to think about it and then the seed of my vocation developed. The main reasons that inspire me to remain in the Institute are: the desire to become a missionary and my own sanctification”. The report presented by his rector for admission to the Novitiate said: “He is a good candidate, thanks to his piety, rectitude, readiness to carry out his duties, his simplicity, sincerity and joviality”.

He did Novitiate at San Pietro in Vicoli and made his First Profession on 12 September 1948. He attended Lyceum studies at Desio and, at the end of the three years, the formators presented him for Final Profession: “He is very attached to his vocation, open with his Superiors and frank with his companions. He applies himself willingly to his duties. He is a joyful person and gets on easily with others. He can be relied upon to complete whatever responsibility is assigned to him”.

After a year as prefect in the minor seminary of Nizza Monferrato (1951-52), he was sent to the United States of America to study Theology. He was ordained priest in Boston on 2 February 1956.

At the end of his theological studies he was assigned to Japan. He returned to Italy in order to travel to Japan, but he never left because some pressing necessities forced the Superiors to ask Fr. Guido to stay in Italy and work as an English teacher and assistant treasurer in the Cremona community.

In 1958 the Superior General offered him the opportunity to work in the mission of Sierra Leone. Fr. Guido accepted and arrived in Makeni at the end of November. He worked in that mission from 1958 until 1974: he served as assistant priest at Magburaka (1958-61), Treasurer and Procurator in Makeni (1961-69) and parish priest at Kamalu (1969-74). In January 1975, he told Missionari Saveriani: “I have been very busy with administrative problems and construction work, especially with the schools because they offer us the opportunity to meet the new generations and to acquaint them with Christianity through an ongoing, in-depth catechesis. Meetings with sick people are also an opportunity to present the Christian life”. He also remembered, with some satisfaction, the mission’s commitment to the formation of the local clergy, the “Africanization” of the Church and the ecumenical relationships with the other Christian churches.

In 1974, some health problems saw him back in Italy, where he continued to serve the mission as local Treasurer at Salerno (1974-80) and, after two years as secretary to Bishop Gianni Gazza at Aversa, in Tavernerio (1982-88); finally, he was put in charge of hospitality and the benefactors at Genova-Pegli (1994-2007). From 2007 onwards he was in nursing care in Parma.

He thus described his years in Italy: “In the communities of Italy I have lived out the apostolate of gratitude: letters, telephone calls, visits, all accompanied by Mass and daily prayer.

I thank our friends and benefactors for their trust in the missionaries. Their prayers and assistance help us to continue the mission in the world. Despite my limits, I feel I play an active part in the Mission in communion with our confreres and benefactors” (Missionari Saveriani, February 2006).

May he rest in peace.


DG
22 June 2014
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