Fr. Giuseppe Zonta
Romano d'Ezzelino (VI), 16 gennaio 1900
Parma, 9 novembre 1973
"Bepi": Missionario di preghiera e di lavoro in Cina. Di anni 73. Sepolto a Parma
Nacque a Romano d'Ezzelino (VI) il 16.1.1900, in una famiglia contadina di stile patriarcale (con oltre 30 componenti). Dotato di particolare passione per i motori, curò fin da piccolo la meccanica.
Espletato il servizio militare tra gli alpini, a 25 anni ebbe l'opportunità di fare l'autista ad un Sacerdote Propagandista Missionario in Sicilia, per oltre 10 mesi: probabilmente fu questo periodo di lavoro per le Missioni che ne orientò poi la vita.
Nel 1932 fece domanda di entrare all'Istituto Saveriano, ove già si trovava suo fratello Luigi: aveva 32 anni. Emessa la Professione Religiosa come Missionario Coadiutore, partì a 37 anni per la Cina assieme a Fr. Isaia Vidale, il 16.II.1938.
La fatica sostenuta dapprima a Tien-tsin per lo studio del cinese fu aggravata poi dalle sofferenze per le dolorose distruzioni provocate a Cheng-chow dalla guerra cino-nipponica, appena scoppiata.
Praticamente per tutti gli anni che passò in Cina, egli svolse sempre attività secondarie. Forse per questo, “Bepi” maturò una particolare apprensione per la formazione di futuri Fratelli Coadiutori; scriverà al Superiore Generale in data 7.XII.1950:
"Ho sempre sperato, prego e spero ancora che abbia un buon successo il lavoro di sistemazione del ramo dei Fratelli. A me, avanti negli anni, poco gioverà, ma ai giovani che comprendono meglio il presente e l'avvenire. sarà molto utile".
Dal 1948 al 1954 subì le dure conseguenze del regime maoista; scriverà:
"Sei anni di regime maoista, tre dei quali a domicilio coatto, sei mesi di carcere. Furono anni duri e difficili, ma non intaccarono il mio ideale missionario. Nessun rimpianto, nessuna stanchezza..."
Espulso dalla Cina, lo troviamo a Roma, poi a Parma, ad Ancona, a Parma. Dal Dicembre 1956 partiva per la Sierra Leone, ove lavorava il Fratello Luigi: vi rimarrà solo per 20 mesi.
Rientrato in Italia passerà gli ultimi anni in prevalenza a Zelarino, caratterizzando la sua vita per la preghiera e per la capacità di soffrire in silenzio.
Colpito da tumore al pancreas, chiuse la sua laboriosa giornata terrena il 9.XI.1973 a Parma.
Br. Giuseppe Zonta
Romano d'Ezzelino (VI), 16 gennaio 1900
Parma, 9 novembre 1973
Brother Giuseppe Zonta died of pancreatic tumor at the Mother House in Parma on Nov. 9 1973. He was 73 years old, born at Fellette di Romano d’Ezzelino (Vicenza) on Jan. 16 1900.
He grew up in a patriarchal family, with some 30 members in it, working mainly in farming and in the mechanical field. After his military service in the Alpini, he was chauffeur for a missionary priest in Sicily for about 10 months. It was probably this period of his life that gave him the opportunity to think about missionary life.
He joined the Xaverians at Parma in 1932, when he was 32 years old, following the steps of his brother Luigi. After the religious profession as a brother on July 2 1934 at S. Pietro in Vincoli, he joined Brother Isaia Vidale as departing China missionary on Feb. 16 1938, at the age of 37.
He first studied the Chinese language in Tien-tsin, and soon suffered the consequences of the Japanese-Chinese war, with the destructions caused in Cheng-chow. He practically held simple and secondary activities during those years, so much so that “Brother Bepi” wrote to the Superior General a letter on the care needed on the formation of Brothers in the Xaverian Congregation: “I always hoped and prayed for the success of the formation of the Brother’s branch. It will be most helpful not for me, who I am advanced in age, but for those present and future brothers.”
He suffered, together with the other missionaries, the difficulties caused by the Maoist regime from 1948 to 1954. “Six years of Maoist regime, three of which in house arrest, six months in prison. They were hard and difficult times, but they could not touch my missionary ideal. I don’t regret them, and they did not tire me…”
Once expelled from China, Brother Giuseppe was in Rome, Parma, Ancona, and back to Parma for about 5 years. He left for Sierra Leone in 1956, where his brother Fr. Luigi was, but even this experience lasted about 20 months.
He returned to Italy and settled in Zelarino, practicing a life of prayer with a great ability to suffer in silence. He concluded his earthly journey on Nov. 9 1973 at Parma, overtaken by a pancreatic tumor.

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