“i50giorni”
CORSO di formazione permanente per i primi dieci anni di ministero
(Tavernerio/Como: 14 settembre-5 novembre 2019)
Quasi un diario …
Terza settimana: 30 settembre-6 ottobre
Giunto alla sua terza settimana, il Corso di Formazione Permanente (CFP) è stato scosso non solo dalla Parola di Dio – “Lasciandoci provocare dalla Parola” –, ma anche dall’abbandono forzato per motivi di salute del confratello messicano p. Alvaro Aguado Razo, nel frattempo ritornato in Messico per sottoporsi alle cure del caso. Al rapporto tra Parola e Missione nell’Antico Testamento sono stati dedicati i primi tre giorni, guidati dal biblista di Firenze, già presidente dell’ABI (Associazione Biblica Italiana), d. Luca Mazzinghi, che ha proposto il libro della Sapienza, come già aveva fatto per la rubrica biblica di “Missione Oggi”. Al rapporto tra Parola e Missione nel Nuovo Testamento sono stati rivolti i giorni 3-5 ottobre, con la guida della biblista marchigiana Rosanna Virgili, che ha proposto il libro degli Atti, per eccellenza il libro della missione.
La riflessione sulla Bibbia è stata ripresa nei gruppi di lavoro continentali, anzitutto per fare il punto sulle traduzioni, gli usi pastorali e gli abusi della Parola nei paesi e nelle Chiese dove i saveriani lavorano; in secondo luogo, per rispondere a due domande fondamentali: a) A quale “esodo” siamo chiamati oggi come saveriani nelle nostre missioni? b) Che cosa maggiormente ostacola (impoverisce) la nostra testimonianza del Risorto? I due biblisti sono intervenuti nel momento della sintesi dopo la condivisione in assemblea delle risposte dei gruppi (Asia, Africa e America latina).
Domenica 6 ottobre il gruppo si è spostato a Brescia, gioiosamente accolto dalla comunità saveriana locale. Così i partecipanti al CFP hanno potuto visitare il complesso San Cristo, guidati da Sara Lombardi, e partecipare alla lettura scenica L’ultimo invasore disarmato nel Giappone del ‘700. L’abate Giovan Battista Sidotti, con la regia di Giuseppe Marchetti, che si è liberamente ispirato al libro dei saveriani Renzo Contarini e Augusto Luca, L’ultimo missionario. L’abate Giovan Battista Sidotti e la sua scomparsa in Giappone nel 1708 (Italia Press 2009). È stata una preziosa occasione per vivere con una rinnovata consapevolezza culturale il Mese Missionario Straordinario voluto da papa Francesco per commemorare anche in questo modo il centenario della prima “enciclica missionaria” del Novecento, Maximum illud (1919-2019).
Quarta settimana: 7-13 ottobre 2019
La quarta settimana del CFP aveva come tema generale: “Riflettendo sulla missione che cambia”. Ad inaugurarla è stato d. Mario Antonelli, presbitero della Chiesa di Milano, già fidei donum per sette anni in Brasile (Amazzonia) e attualmente vicario episcopale della Chiesa ambrosiana. Don Mario ha proposto il tema “Quale missione oggi? L’ad gentes oltre il decreto Ad gentes”. In questa settimana i corsisti hanno ricevuto la visita di alcuni membri della Direzione Generale: i pp. Fernando García Rodríguez (superiore generale) ed Eugenio Pulcini (consigliere generale) si sono trattenuti fino a venerdì 11 ottobre; mentre p. Fabien Kalehezo T’Chiribuka (consigliere generale, incaricato della formazione permanente) è arrivato per restare fino alla conclusione del CFP.
Sono seguite martedì 8 e mercoledì 9 le riflessioni sui continenti, cominciando dall’Asia, con p. Adorable Castillo, originario delle Filippine, vicario generale dei Missionari della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria (Scheut), e sr. Maria Angela De Giorgi, missionaria di Maria/saveriana in Giappone presso il Centro di spiritualità e dialogo interreliogioso Shinmeizan. Poi è stata la volta dell’Africa, con p. Félicien Ntambue Kasembe, originario del Congo RD, consigliere generale della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria (Scheut), e p. Jesus Manuel Calero Perera, saveriano originario delle Isole Canarie (Spagna), attualmente nella nuova missione dei saveriani nel Nord del Ciad.
Giovedì 10 ottobre p. Gabriele Ferrari, già superiore generale dei saveriani, ha parlato della fine del modello coloniale di missione. Venerdì 11 ottobre è toccato a Carmelo Dotolo, decano di Missiologia nell’Università Urbaniana di Roma, riflettere sulla missione in Europa. La settimana si è conclusa dando uno sguardo all’America Latina, in particolare all’Amazzonia. Per quest’ultimo sguardo avrebbero dovuto essere presenti i “padri sinodali” saveriani Adolfo Zon Pereira, spagnolo, vescovo dell’Alto Solimōes (Brasile), e p. Pedro Saúl Ruíz Alvarez, messicano, superiore regionale del Brasile Nord, ma gli impegni del Sinodo Panamazzonico li hanno trattenuti a Roma.
Quinta settimana: 13-20 ottobre
La quinta settimana del CFP si è concentrata sulla storia dell’evangelizzazione: “Imparando dalla storia”. A coordinare il CFP in questa settimana è stato p. Fabien Kalehezo, essendo p. Mario Menin assente, in quanto impegnato a Roma a seguire i lavori del Sinodo Panamazzonico e a partecipare a un convegno.
I primi tre giorni sono stati rivolti allo studio della figura del fondatore, san Guido M. Conforti (1865-1931), con d. Angelo Manfredi, presbitero della Chiesa di Lodi e biografo del Conforti. Lunedì 14, don Angelo ha parlato della genesi e dello sviluppo di una famiglia missionaria, quella appunto dei saveriani; mentre martedì 15 ha presentato anzitutto la lettera apostolica Maximum illud e il presunto ruolo del fondatore nella sua pubblicazione; quindi una lettura storica della spiritualità del Conforti. Le prime due giornate “confortiane” si sono concluse con la proiezione del Docufilm sul viaggio del Conforti in Cina, presentato dal saveriano p. Fiorenzo Raffaini. Mercoledì 16 è stata la volta di un altro saveriano, p. Gabriele Ferrari, che ha presentato il messaggio della “Lettera Testamento” del fondatore nell’ormai prossimo centenario della pubblicazione (1921-2021).
Giovedì 17 d. Saverio Xeres, presbitero della diocesi di Como, docente di Storia antica presso l’Università Cattolica di Milano e professore ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica di Milano, ha presentato le nuove frontiere missionarie della Chiesa moderna nei secc. XV-XVIII e l’epoca della “missione eroica” fino al Concilio Vaticano I. Venerdì 18 p. Gianni Criveller, missionario del Pime, sinologo, direttore dello Studio Teologico del Pime a Monza, ha presentato “Il caso Matteo Ricci: la missione come amicizia”.
La settimana è stata missionariamente coronata dalla partecipazione dei corsisti alla celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale in alcune parrocchie delle diocesi di Como, Milano e Parma. È stata l’occasione per condividere la ricca esperienza missionaria dei partecipanti con diverse comunità cristiane italiane in occasione del Mese Missionario Straordinario.
Sesta settimana: 21-27 ottobre
La sesta e penultima settimana del CFP è stata totalmente rivolta alla ricerca del volto umano della missione: “Cercando il volto umano della missione”. Le mattinate sono state impegnate nella declinazione di vari aspetti della missione ad gentes, mentre i pomeriggi sono stati dedicati alla presentazione di testimonianze su figure di saveriani e saveriane. La settimana ha visto anche la presenza e la partecipazione, per qualche giorno insieme, dei membri dell’equipe che ha organizzato il CFP: i pp. Mario Menin, Paolo Tovo (proveniente da Parigi) e Carlos Collantes (proveniente da Madrid).
Lunedì 21, Marco Dal Corso, docente stabile presso l’Istituto di Studi Ecumenici “San Bernardino” di Venezia, nonché membro della redazione di “Studi Ecumenici” e collaboratore per anni di “CEM Mondialità”, ha riflettuto su “La missione come relazione e ospitalità”; mentre nel pomeriggio p. Mario Menin ha presentato la figura, ma soprattutto il pensiero missionario di p. Vittorino Callisto Vanzin (1900-1976), uno degli scrittori saveriani più brillanti e più vicini al cuore missionario del Conforti. Martedì 22, p. Filippo Ivardi Ganapini, comboniano, neo direttore di “Nigrizia”, ha riflettuto su “La missione come incontro personale e amicizia”; mentre nel pomeriggio p. Gianni Brentegani ha presentato la figura dell’amico, nonché compagno di missione in Congo RD, p. Gino Foschi (1944-2016). Mercoledì 23, p. Paolo Tovo, dottorando presso la Facoltà di Teologia del Centre Sèvres con una tesi sugli scritti di fr. Christian de Chergé (“La rencontre avec l’autre croyant: un défis à la théologie. Une lecture des écrits de Christian de Chergé”), ha presentato il tema “La missione come scambio di doni e accoglienza dell’altro”.
Giovedì 24 è stata la giornata delle Missionarie di Maria/saveriane, con la presenza di sr. Maria Angela Bertelli, già missionaria in Sierra Leone e in Thailandia, che ha declinato il tema “La missione con occhi di donna”, a partire dalla sua molteplice esperienza negli Stati Uniti prima, poi in Sierra Leone e infine in Thailandia; mentre nel pomeriggio la direttrice generale delle saveriane, sr. Giordana Bertacchini, ha offerto la sua testimonianza sulle tre saveriane uccise in Burundi. La giornata si è conclusa dopo cena con la presentazione del video sulla Madre Celestina Bottego, co-fondatrice delle saveriane. Venerdì 25 d. Luca Pandolfi ha chiuso la settimana declinando il tema “La missione come condivisione e compagnia”; mentre nel pomeriggio p. Gabriele Ferrari ha presentato la figura di p. Francesco Marini.
Settima settimana: 28 ottobre-3 novembre
Dopo un meritato shabbat di riposo, domenica 27 ottobre di buon mattino, alle 5.00, il gruppo si è trasferito ad Assisi, nella Casa di accoglienza S. Elisabetta d’Ungheria”, in Piazza Vescovado 5 (davanti alla chiesa della spogliazione di S. Francesco) per seguire gli Esercizi Spirituali dettati dal p. Germán Arana Beorlegui, gesuita spagnolo. Lungo il viaggio ci ha raggiunto la triste notizia della morte di p. Eugenio Melandri.
Germán ha diretto gli Esercizi Spirituali secondo il metodo ignaziano, concentrando le quattro settimane del cosiddetto “Mese Ignaziano” in una. Ogni giornata era articolata in quattro momenti o “Esercizi” (un’ora di preghiera personale nel luogo scelto dall’esercitante: camera, cappella oppure un luogo di Assisi che aiutasse a meditare e contemplare meglio i punti offerti dal dal direttore). Ogni giorno p. Germán offriva anche una “istruzione sul discernimento spirituale”. Per chi voleva il quarto “Esercizio” della giornata poteva essere svolto nella cappella della casa davanti al Santssimo Sacramento esposto. Dopo cena, il direttore presentava i punti per la meditazione e la contemplazione del primo “Esercizio” dell’indomani. La Compieta e l’Esame di coscienza si facevano in privato prima di coricarsi.
Il primo passo degli Esercizi è stato quello di riconoscere il proprio peccato. S. Ignazio faceva meditare su casi concreti e storici di peccato per poi far riflettere l’esercitante sul suo peccato personale. Lo scopo è quello di sperimentare come il peccato diventa il luogo dove il Signore vuole incontrarmi. Comincia a cambiare la percezione di sé stessi. E il peccato non è più un luogo di vergogna, ma di salvezza. Il secondo passo è stato la proposta della contemplazione della vita di Gesù per “conoscerlo sempre più e conoscendolo, amarlo e amandolo, seguirlo”. Il terzo passo è stato quello di accompagnare Gesù nella sua passione e nella sua morte per prendere coscienza della sua logica di salvezza radicale, priva di condizioni e di ripensamenti. È il momento della conferma della mia decisione di seguirlo ovunque, come missionario. Il quarto ed ultimo passo è stato quello di far memoria di tutto il bene ricevuto, percependomi come creatura nuova pronta a seguire il Signore, consapevole che, anche come missionario, posso ritornare in ogni momento alle tappe del cammino fatto per riattingere energia. Ognuno è stato invitato ad essere contemplativo nella propria azione missionaria. Più sarò contemplativo e più sarò missionario.
Sabato 2 novembre, dopo la celebrazione eucaristica conclusiva degli Esercizi, il gruppo è ripartito per Tavernerio, dove è arrivato con un po’ di ritardo, dovuto ad un controllo del pullman da parte della polizia stradale sulla superstrada Perugia-Cesena.
Domenica 3 è stata trascorsa in tranquillità nella casa di Tavernerio, mentre lunedì 4 è stato interamente speso nella verifica e valutazione del CFP. La giornata è stata conclusa con la celebrazione eucaristica di ringraziamento insieme con la comunità saveriana di Tavernerio. Ogni partecipante ha portato all’offertorio un segno-simbolo dell’esperienza fatta ne “i50giorni”. Martedì 5, dopo pranzo, il gruppo si è spostato a Parma per celebrare insieme ai confratelli là convenuti la festa del fondatore S. Guido M. Conforti, con le professioni perpetue di tre studenti della Teologia Parma.
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