Si narra che san Domenico abbia chiesto al diavolo perché continuava a girare nel convento. Al che il demonio rispose che riusciva a tentare i frati con successo: in coro, facendoli arrivare tardi e addormentare; in refettorio facendoli mangiare a dismisura e con voracità; in dormitorio facendoli stare svegli fino a tardi e alzare in ritardo.
Ma quando san Domenico lo trascinò verso l’aula capitolare, dove i frati si ascoltano, si confrontano, si correggono e fanno comunione, il diavolo voleva scappare, perché, disse, che ciò che aveva guadagnato prima tentando i frati, ora in capitolo rischiava di perderlo!
Commenta Enzo Bianchi: la sinodalità quando diventa comunione fa paura al diavolo e lo sconfigge… è quanto mai decisivo che la Sinodalità in Comunità comunione sia sentita dai pastori non solo in senso gerarchico e verticale, non solo come comunione sotto il vescovo,
ma come comunione anche orizzontale, nella quale i pastori sono fratelli;... comunione che i fedeli devono sentire come dono prezioso da custodire, come responsabilità affidata anche a loro, nell’accoglienza della custodia che il pastore deve esercitare perché affidatagli dal Signore. In una chiesa- comunione devono cadere tanti muri: il muro del clericalismo tra pastori e fedeli, il muro del mancato riconoscimento della donna nella vita ecclesiale, il muro che separa i sedicenti giusti dai peccatori, il muro che esclude chi è differente, il muro tra ricchi e poveri.
Condanniamo i muri nel mondo, ma poi ne abbiamo ancora molti in casa nostra.
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