P. Giuseppe Arnoldi
Bergamo, 12 febbraio 1931
Parma, 21 novembre 1991
Missionario in Indonesia - Formatore di Missionari - Ammalato esemplare. Di anni 60. Sepolto nella Parrocchia di origine, a Bergamo
Arnoldi Giuseppe Bernardino Angelo nacque a Bergamo da Pietro e Maddalena Rossi il 12 febbraio 1931, secondo di cinque figli, due femmine e tre maschi, in una famiglia di operai, povera ma ingegnosa. La singolare fede adulta di papà Piero era armonizzata dalla profonda religiosità di mamma Maddalena: assieme trasmisero ai figli un ambiente famigliare di profonda pietà, aperto agli altri, amante di Dio e degli uomini
La vocazione missionaria, seminata nel giovane Giuseppe dalla famiglia, dalla Parrocchia, dall'Oratorio, nacque da un "Cristo Morente". Egli stesso ne parlò, in Cattedrale a Parma un mese prima della morte, il 10 ott. '91:
"Ricordo quando ero chierichetto per sei anni, ero grandicello, tutte le volte che accompagnavo all'al-tare il sacerdote, si prendeva l'acqua santa da un'acquasantiera che era alla porta della sacrestia che portava all'altare e di sopra c'era la testa scolpita di un Cristo morente, con la corona di spine, col sangue che gli scendeva sulla faccia colla bocca un po’ aperta e con scritto sotto «Ho sete!». Io ho resistito sei anni a questo grido dei Signore, grido silenzioso. Pero tutte le volte che prendevo l'acqua santa lo guardavo e mi sembrava che lui volesse qualche cosa. E mi sembra che proprio questo grido «Ho sete!» sia stato quello che mi ha portato anche nelle Missioni."
Entrato tra i Missionari nell'allora casa saveriana di Pedrengo, emise la prima Professione missionaria il 12 sett.1950 alla fine del Noviziato a S. Pietro in Vincoli. Terminata la Teologia nello Studentato Saveriano di Piacenza vi venne ordinato Presbitero il 22 marzo 1958.
La sua prima fase di vita come sacerdote missionario fu vissuta per diciotto anni nella case italiane di formazione dell'Istituto Saveriano. Insegnò prima nel Ginnasio Inferiore di Zelarino, quindi fu professore di matematica e fisica nelle due case liceali di Desio (1959-62) e Tavernerio (1963-74), frequentando per un tempo la Università a Milano per la specializzazione, che decise abbandonare per potere svolgere con totale impegno l'aggiunto compito di Vicerettore. Dal 1969 al '74 fu pure Rettore dello Studentato Filosofico Saveriano a Tavernerio, aggiungendo così alla sua grande capacità formativa una notevole forza di convinzione ed ascendente giovanile.
La seconda fase della sua vita fu costituita dai sedici anni di attività missionaria diretta in Indonesia, Paese che raggiunse nel gennaio 1975. Entusiasta di quanto vedeva ed apprendeva nel nuovo clima culturale e pastorale indonesiano, fu richiesto ben presto di curare il Seminario diocesano e la annessa Parrocchia a Padang, nell'isola di Sumatra. In seguito lavorò a Payakunbu, coordinò le scuole delle Isole Mentiwai e per gli ultimi quattro anni fu Superiore Regionale di tutti i Saveriani presenti in Indonesia. Un'altra frase del già citato suo intervento dell'ott. '91 riassume molto bene il P. Giuseppe missionario:
"La missione è un lasciare che le persone attraverso la carità Cristo esperimentino tutta la tenerezza di Dio e riescano a costruire con gli altri una società più bella..., facendo di tutti dei figli di Dio, attraverso le attività della vita quotidiana..."
La terza fase della sua vita furono i neppure due anni di dura malattia, a causa di un tumore che lo portò alla Casa del Padre il 21 nov. 1991, mentre era in Casa Madre. Fu questa la fase più eloquente ed esemplare del grande missionario P. Giuseppe, e visse il calvario della sofferenza con una fede indescrivibile e serenità disarmante testimoniate solo lontanamente da queste sue stesse frasi:
"In quel momento (al sapere della grave malattia; n.d.r.) mi sembrava che il mondo mi fosse caduto ad- dosso. (...) Poi la risposta che mi nacque nel cuore fu: devi vivere di fede, di speranza e di canta. ... Ora: se tu che sei in Indonesia da 15 anni hai vissuto queste tre cose... perche hai paura?... Abbiamo predicato tante volte che l'amore di Dio passa attraverso le persone e gli avvenimenti. Ora dobbiamo dimostrare di credere che l'amore di Dio può passare anche attraverso la sofferenza..."
Fr. Giuseppe Arnoldi
Bergamo, 12 febbraio 1931
Parma, 21 novembre 1991
Fr. Giuseppe Arnoldi died at the Mother House in Parma on Nov. 21 1991. He was 60 years old, born at Bergamo on Feb. 12 1931.
He came from a family of poor yet ingenious workers, which blended the adult faith of his father Piero with the deep religious life of his mother Maddalena: together, the parents shared to their children a family environment of profound devotion, opened to others, loving of God and neighbor.
Fr. Arnoldi's vocation was born from the image of a "dying Christ" as he well described in a talk he made at the Cathedral of Parma just one month before his death: "I remember when I was an altar server, that every time I approached the altar for serving mass from the sacristy, he used to pass by a Holy water fountain. On top of it there was a face of a dying Christ, with his crown of thorns, and blood on his face, with an open mouth begging the words inscribed right underneath 'I thirst.' For six years I resisted that cry of the Lord, a silent cry. Yet, every time I approached that Holy water fountain, I felt that the Lord was asking me something. I believe that the cry of Jesus 'I thirst' was the origin of my missionary vocation." (Oct. 10 1991)
He joined the Xaverians at Pedrengo, and made his First Profession on Sept. 12 1950, at the end of his Novitiate Year at S. Pietro in Vincoli. Following theology studies at Piacenza, and was ordained priest in Parma on March 22 1958. Fr. Giuseppe first served the Xaverians in Italy, with assignment at Zelarino (1959), Desio (1959-62), and Tavernerio (1963-74), with the responsibility of Vice-rector and then Rector, teaching mathematics and physics, and also seeking a specialization at Milan's University. His great influence on the younger generations of Xaverian students was remarkable.
He was assigned to Indonesia in 1975, where he was Rector of the Seminary, and also parish priest at the adjacent parish in Padang, Sumatra island. Then he worked at Payakunbu, and coordinated the schools of the Mentawai islands. The last four years in Indonesia, he served as Regional Superior from 1987 onward. He was re-elected in 1990, but after a few months he returned to Italy for health reasons. One phrase which summarizes well his missionary life is the following, taking from the same talk at Parma in 1991: "Mission is to let people experience the tenderness of a loving God through the love of Christ, and thus build a more beautiful society... so that all may be treated as children of God, through the activities of daily living..."
This is what Fr. Robert Maloney writes: "The deep spiritual values which Fr. Giuseppe cultivated in his 33 years of priesthood, were lived even in the last journey towards the Father’s House. His faith gave him strength and courage, which he shared as true witness with those he met. Fr. Giuseppe was comfortable with the role of formator, in mission apostolate, as leader of the Xaverian community, and even in the time of suffering.
He was a Xaverian, missionary, disciple, worker of good, priest, ever present where Obedience called him to serve. With his Profession he consecrated not only his fruits, but also his entire life. The Xaverians can take courage to have had Fr. Giuseppe as companion in the journey of life, and as a brother who will welcome us in Heaven.”
P. Giuseppe Arnoldi
Bergamo, 12 febbraio 1931
Parma, 21 novembre 1991
P. Giuseppe Arnoldi, S.X. masih terlayang dalam pikiran dan hati kita. Kita masih ingat akan senyum manis yang selalu ada di wajahnya. Ia lahir di kota Bergamo, Italia, pada tanggal 23 Februari 1931, dan dipermandikan dengan nama Giuseppe Bernardino Angelo. Ia kemudian memasuki seminari para misionaris Xaverian, dan pada tanggal 12 September 1950 ia mengucapkan kaul pertamanya sebagai seorang Xaverian. ia ditahbiskan menjadi imam pada tanggal 22 Maret 1958. Sampai tahun 1975 ia mendapat tugas untuk mendidik dan mendampingi para frater SX.
Pada bulan Januari 1975 ia diutus ke Indonesia. Selama berkarya di keuskupan Padang ia pernah menjabat sebagai rektor seminari, ketua pendidikan Yayasan Prayoga Pekanbaru, penanggung jawab pendidikan di Mentawai, kepala paroki katedral, dan superior regional SX. Ia terpaksa meninggalkan Indonesia karena sakit pada bulan Juni 1990. Penyakitnya menjadi semakin parah dan penderitaannya menjadi semakin berat. Tetapi selama menderita sakit dan sampai kepada saat-saat terakhir hidupnya, senyum di wajahnya tak pernah hilang. Ia memberi teladan hidup yang memperkuat iman setiap orang yang mendekatinya. Ia dipanggil Tuhan pada tanggal 21 November 1991.
Kami tuturkan di sini kesaksian yang telah diberikannya di katedral kota Parma di Italia, satu bulan sebelum ia meninggal dunia. Dari kesaksian tersebut kita bisa menyadari betapa ia sangat mencintai panggilannya sebagai misionaris di Indonesia, walaupun belum mendapat kewarganegaraan yang sangat didambakannya. Baginya kewarganegaraan tersebut merupakan tanda bahwa Indonesia sungguh sudah menjadi tanah airnya.
"kita telah bertemu di tempat yang sama ini setahun yang lalu pada hari misi sedunia. Pada waktu itu saya baru kembali dari Indonesia untuk operasi tumor. Walaupun tumor itu sudah dioperasi namun ternyata ia tetap bersarang di dalam tubuh saya. Hari ini kebetulan saya diminta lagi untuk memberi kesaksian pada saudara sekalian. Tetapi kesaksian kali ini sedikit berbeda dari tahun yang lalu. Temanya, ‘Mengapa Misi masih diperlukan?’ Saya akan mencoba untuk menjawabnya secara sederhana setelah Tuhan membantu saya dalam beberapa hal. Dalam doa malam, para imam mengucapkan kata-kata ini: ‘Bapa, bantulah kami agar melalui iman kami bersatu dengan kematian putera-mu dan dikuburkan bersama-sama dengan Dia, supaya kami dapat bangkit bersama-Nya kepada kehidupan baru’. Saya baru mengerti bahwa hanya orang yang mempunyai keberanian untuk mati dapat bangkit setiap hari untuk mencapai kehidupan yang baru. Hal ini berguna sekarang ini, di sini, dan di daerah misi, seperti bagi saya di Indonesia, di mana saya telah bekerja selama lima belas tahun. Saya masih ingat akan masa muda saya. Saya pernah menjadi seorang putera altar selama enam tahun. Setiap kali saya akan mendampingi pastor dalam merayakan misa, saya selalu membuat salib dengan air suci. Di atas tempat air suci itu terpampang gambar wajah Yesus. Kepala-Nya berdarah karena dimahkotai dengan duri. Di bawah gambar itu ada tulisan: ‘saya haus’ (sitio_ed). Selama enam tahun tulisan itu terus bergema dalam hati saya. Setiap kali saya mengambil air suci dari tempat itu, rasanya Yesus langsung memandang saya dan menyatakan sesuatu kepada saya. Justru seruan Yesus ‘saya haus’ itulah yang membuat saya menjadi misionaris dan pergi ke Indonesia.
Di Indonesia, pada waktu saya menempuh perjalanan yang sering terjadi karena tugas, saya telah bertemu dengan banyak orang, baik di kapal maupun di pesawat terbang kecil. Dalam kesempatan seperti itu saya sebenarnya ingin sekali berbicara tentang Yesus dan ‘kehausan-Nya’ kepada orang-orang yang berdekatan dengan saya. Tapi dalam hati saya ragu dan takut karena berbicara tentang Yesus dengan orang Islam tidak gampang. Tetapi saya mempunyai keyakinan bahwa itulah keharusan bagi saya. Saya masih ingat ketika berada di dalam pesawat terbang dan duduk bersebelahan dengan seorang muslim. Ia selalu memperhatikan saya yang sedang membaca Kitab Suci sepanjang perjalanan. Ia langsung mengerti bahwa saya seorang pastor. Ia kemudian bertanya, "Pastor mempunyai pangkat apa dalam gereja katolik?” saya menjawabnya, "saya adalah pastor biasa dan tidak mempunyai pangkat apapun.” "setiap berapa tahun kalian naik pangkat?”lanjutnya. "tak ada kenaikan golongan,” jawabku. "Berapa gaji pastor?” ia bertanya lagi. "Saya tidak digaji tetapi para warga katolik menolong saya.” "Kalau begitu mengapa pastor datang ke Indonesia?” Lalu mulailah saya berbicara tentang Yesus yang haus itu secara sederhana. Dengan demikian saya telah menyampaikan kepadanya misteri keselamatan yang datang dari Yesus. Sebelum selesai perjalanan dia mulai berbicara tentang dirinya. "Pastor, sebenarnya saya dalam perjalanan menuju pemakaman bapak saya yang meninggal dunia kemarin, dan juga ingin mengikuti kehendak Tuhan, tetapi sering sangat sulit.” Mendengar hal itu saya hampir tak bisa berbicara. Saya hanya dapat mengatakan: "saya akan berdoa kepadamu dan bagi bapa serta ibumu.” Ia tersenyum.
Itulah pentingnya misi. Kita ini orang miskin, tetapi kita mempunyai kekayaan yaitu Yesus yang ada dalam diri kita, dan kekayaan itulah yang harus kita bagi dalam setiap kesempatan. Ada satu peristiwa lagi yang terjadi di Mentawai di mana orang masih cukup sulit hidup dengan layak karena daerah itu agak terbelakang. Di daerah itu Gereja Katolik telah banyak mendirikan sekolah. Di sana telah ditempatkan kurang lebih enam puluh guru. Kebanyakan dari mereka datang dari luar Mentawai dan masih berusia muda. Dua bulan lalu saya telah menerima sebuah kartu pos dari mereka. Bentuknya seperti hati yang dibuat dengan sebelas foto dari mereka. Di tengah gambar hati itu dilukiskan salib bersinar yang bertuliskan: ‘Cinta Kasih Kristus sudah berkobar di dalam hati kami.’ Juga ditambahkan tulisan ‘Kesabaran dan kekuatan melalui katabahan.’ Itulah refren yang sering saya sampaikan melalui rekoleksi-rekoleksi. ‘Ingatlah bahwa di Mentawai memang kalian perlu menjalankan kurikulum serta memberi nilai, tetapi yang paling penting adalah memabangun orang yang sungguh beriman.’ Gambar para guru yang dikirim tadi disertai pula dengan sepucuk surat yang dibubuhi dengan tanda tangan masing-masing guru. Ada juga catatan berikut, ‘ini adalah suatu tanda kecil cintakasih kami terhadap pastor, kami berkeyakinan bahwa akan diterima dengan baik dan menghibur pastor.’
Saudara sekalian, kalau anda masih bertanya kepada saya: "Mengapa misi masih diperlukan?”, inilah jawabannya: "karena melalui guru-guru itulah cinta kasih Kristus disampaikan kepada semua anak, supaya mereka menjadi anak-anak Allah melalui pendidikan di sekolah, juga melalui ijasah yang sangat diperlukan.” Saya sungguh merasa gembira menerima surat-surat seperti itu. itu semua dapat membuktikan bahwa pekerjaan kita mencapai tujuan sebenarnya.
Suatu peristiwa lain yang sangat menggembirakan saya alami pada tahun 1978. mulai dari tahun itu, pemerintah Indonesia melalui surat keputusan tidak lagi mengijinkan para misionaris masuk ke Indonesia. Sehingga muncul pertanyaan perihal nasib Gereja Indonesia? Pada waktu itu para frater di seminari jumlahnya lebih kurang 1000 orang. Para pastor pribumi sendiri saat itu jumlahnya kurang lebih 200 orang, sementara biarawan-biarawati berjumlah sekitar 800 orang. Hampir separuh dari imam dan religius yang pada saat itu berkarya di keuskupan Padang berasal dari luar negeri. Selama sepuluh tahun terakhir ini, jumlah para frater di seminari sudah dua kali lipat dari para imam pribumi. Dari 200 orang telah menjadi 600 orang. Begitu pun para biarawan telah bertambah dari 800 orang menjadi 1100 orang. Kerja sama dengan para imam dan religius pribumi berjalan dengan sangat baik walaupun kadang masih ada kesulitan. Mengapa kerja sama itu dapat dikatakan baik? Karena kita para misionaris harus kembali kepada dasar panggilan kita yaitu melayani gereja lokal yang sedang berkembang. Dengan demikian kita menjadi partner kerja mereka. mereka adalah sungguh saudara kita, dan kita bukan atasan mereka, sebagaimana hal itu mungkin telah terjadi pada masa lampau. Kita sungguh menjadi pelayan kerajaan Allah bersama dengan teman-teman yang lain.
Inilah sekali lagi yang akan saya katakan kalau masih ada orang yang bertanya kepada saya: ‘Mengapa misi masih diperlukan?’ Jawaban saya adalah: ‘Demi Gereja Indonesia yang sedang berkembang’. Mereka sudah mempunyai hirarki sendiri, dan pada saat ini hirarki tersebut sedang berjalan dengan penuh semangat. Mereka sebenarnya dapat menjadi teladan bagi kita semua yang datang dari gereja yang sudah tua. Saya sungguh terdorong untuk berdoa karena dalam keadaan seperti sekarang ini saya tak bisa berbuat apa pun. Doa saya ialah supaya kerajaan Kristus sungguhberkembang sesuai dengan rencana-Nya. itulah sebabnya kenapa misi masih diperlukan’.
Seperti sudah kami katakan pada awal, kesaksian ini diberikan oleh P. Arnoldi S.X. tepat sebulan sebelum ia meninggal dunia. Ia sudah tahu dengan jelas bahwa beberapa waktu lagi ia pasti akan dipanggil Tuhan tetapi semangat hidupnya tidak pernah memudar. Ia pasrah kepada Tuhan dan menyerahkan seluruh hidupnya demi perkembangan kerajaan-Nya. ketabahannya menjalani penderitaan membuat kami takjub. Semoga ketabahannya itu dapat memberi semangat yang baru bagi kita semua.
Link &
Download
Access here with your username and password to view and download the reserved files.

