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Bradanini P. Francesco

2019/500

P. Francesco Bradanini

Pedenosso di Valdidentro (Sondrio) il 13 marzo 1948
Parma, 1 agosto 2002

A Parma, in Casa Madre, alle ore 15.30 dell’1.8.2002, è morto P. Francesco Bradanini.
Si è così concluso il lungo e doloroso calvario iniziato nel febbraio del 2001 con la improvvisa comparsa di un linfoma maligno diffuso. P. Francesco, che risiedeva allora ad Alzano (Bergamo), era stato sottoposto alla pesante terapia predisposta nell’Istituto Europeo Oncologico di Milano e continuata, dall’agosto dello stesso anno, a Parma. Verso la metà del mese di luglio c. a. era stato ricoverato, in stato terminale, presso la Casa di cura delle Piccole Figlie di Parma.
Aveva 54 anni compiuti, essendo nato a Pedenosso di Valdidentro (Sondrio) il 13.03.1948.

Cresciuto in una famiglia contrassegnata “dal forte senso di giustizia, d’onestà, di fede in Dio dei genitori” (Missionari Saveriani, novembre 74), allievo del Seminario di Como nei cinque anni delle medie e del ginnasio, nel 1965 entrò tra i Saveriani a Nizza Monferrato per l’anno di noviziato. Fatta la Prima Professione il 10.3.66, frequentò il Liceo a Tavernerio (Como) (66-69). Passò quindi a Parma dove compì gli studi teologici dal 69 al 71 e, dopo l’anno di prefettato a Udine (71-72), dal 72 al 75. Fu ordinato presbitero il 29 settembre 1974.

Così ricordava su Missionari Saveriani, novembre 74, questo suo cammino formativo verso la missione: “Ricordo volentieri i momenti semplici di quegli anni… le serate allegre, le gite sui monti, le infuocate partite di calcio e le tappe più importanti della vita in cui i sì al Signore e agli uomini si facevano sempre più personali e convinti, sempre più esigenti, ma anche sempre più fonte di gioia”.

Dopo l’ordinazione fu destinato alla comunità di Alzano con l’incarico di animatore interno. Prestò il suo servizio di educatore con serenità, con gioia e con la consueta generosità. Trovò pure il tempo per iscriversi a Pedagogia nella sede distaccata della Università Cattolica a Brescia.

Nel marzo dell’81 accolse con una autentica esplosione di gioia la destinazione al Bangladesh: “Urlai la mia immensa contentezza a tutti i padri della casa. Nonostante fossimo nel giovedì dopo le Ceneri… distribuii a pranzo pasticcini e spumante a tutti… Cercherò di accelerare la conclusione dei miei studi per mettermi sul serio più a disposizione del vero Essenziale della mia vita che è Cristo e la sua Libertà” (Lettera, 7.3.81).

Raggiunse la missione nel novembre dell’82, dopo un anno di Inglese a Londra. Studiò quindi il bengalese a Barisal e poi dall’84 al 91 fu parroco a Bhabarpara, una comunità di alcune migliaia di cattolici sparsi in una ventina di centri tra una popolazione di diversi milioni di persone. Anche in questo nuovo servizio pastorale privilegiò i rapporti con le persone, come si era ripromesso fin dall’inizio della sua avventura bengalese: “voglio conservarmi cara questa prima impressione [la cordialità della gente…la spontaneità e semplicità] e porla sempre come primo presupposto per un contatto umano di stima e anche di fiducia…” (Lettera (1.4.83).

Nel 1991 gli fu chiesto di ritornare a lavorare in Italia perché P. Francesco era di quelli capaci di dedicarsi anima e cuore sia alla missione che all’animazione e alla formazione. Fu animatore vocazionale a Vicenza dal 91 al 96 e Rettore ad Alzano dal 96 al 2001. Sempre a ricordare che la missione “è possibile solo quando è tanto ricevere che dare… quando solo uno dà e l’altro riceve, colui che dà diventa presto un oppressore e coloro che ricevono vittime…” (La Domenica, 9.1.2000).

Poi, nel febbraio 2001, la comparsa del linfoma maligno diffuso e la puntuale e commovente risposta del P. Francesco: “Da parte mia non manca l’offerta di tutto me stesso a Dio per il bene di tutta la nostra carissima congregazione Saveriana” (Lettera, 15.3.2002).

Il Signore lo accolga nel suo Paradiso.

English

Fr. Francesco Bradanini

Pedenosso di Valdidentro (Sondrio) il 13 marzo 1948
Parma, 1 agosto 2002

Fr. Francesco Bradanini died in the Mother House, on Aug. 1 2002 at 3.30 pm, after a long and painful illness that had begun suddenly in February 2001 when he was diagnosed with a widespread form of malignant lymphoma. Fr. Francesco, who was the rector of Alzano (Bergamo) at the time, was given an intensive course of chemotherapy at the "Istituto Europeo Oncologico" in Milano; from August 2001 onwards, the treatment continued in Parma. Towards the end of July 2002, in the terminal stage of his illness, he was taken into the clinic of the "Piccole Figlie" in Parma.
Born in Pedenosso di Valdidentro (Sondrio) on March 14 1948, Fr. Francesco was 54 years old.

He grew up in a family marked by "a strong sense of justice and honesty; his parents had great faith in God" (Missionari Saveriani, Nov. 1974); he studied at the diocesan seminary in Como and joined the Xaverians in Nizza Monferrato in 1965 for Novitiate. He made his First Profession on March 10 1966 and then moved to Tavernerio for three years study. He then went on to Parma for Theology (1969-71), spending one year in Udine as prefect (1971-72) before returning to Parma to continue his theology studies (1972-75). He was ordained priest on Sept. 29 1974.

In Nov. 1974, he shared some memories of his formation years with the readers of "Missionari Saveriani": "I willingly remember the simple moments of those years ... the cheerful evenings we spent together, trips up into the mountains, the passionate games of soccer, and the most important stages of our life in which we joyfully, and with great conviction, gave our lives to the demanding cause of the Lord".

After his ordination, he was assigned to the community of Alzano as internal animator. He carried out his role with serenity, joy and his usual generosity. He also found time to enroll in the Pedagogy course at the local campus of the Catholic University of Brescia.

In March 1981, to his great joy, he was assigned to Bangladesh: "I could not contain my happiness when sharing the news with all the fathers of the house. Despite the fact that it was the day after Ash Wednesday ... I dished out cakes and sparkling wine to everyone at lunch ... I will try finish my studies quickly so that I can be free for the most important commitment, which consists in serving Christ" (Letter of March 7 1981).

After a year of English study in London, he arrived in Bangladesh in November 1982. He studied Bengalese in Barisal and then, from 1984 until 1991, he was parish priest in Bhabarpara, which was a community of a few thousand Catholics spread over about 20 outstations amidst a population of millions of people.

In his new pastoral activity he again gave priority to his relationships with the people just as he had set out to do at the beginning of his Bengalese adventure: "I want to hold on to this first impression [the cordiality of the people ... their spontaneity and simplicity] and always make it the foundation of my relationships with the people based on esteem and trust..." (Letter of April 1 1983).

In 1991, he was asked to return to work in Italy because Fr. Francesco was one of those men capable of giving himself heart and mind to the mission and to animation and formation. He was vocation animator in Vicenza (1991-96) and Rector in Alzano (1996-2001). He always remembered that the mission "is possible only when it is as much about receiving as it is about giving ... when only one party gives and only one receives, the donor is an oppressor and the receiver a victim..." (La Domenica, Jan. 9 2000). In February 2001, he met his sudden serious illness with serenity and strength of spirit: "I offer my entire self to God for the good of all the Xaverian Congregation" (Letter of March 15 2002). May the Lord welcome him into Heaven.


DG
01 August 2002
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