Fiori P. Franco

Fiori P. Franco

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P. FRANCO FIORI

Il 24 ottobre 2016, a Parma in Casa madre, poco prima delle 06.00, è morto il P. Franco Fiori.

Aveva 81 anni compiuti. Era nato a Castelleone (Cremona – Italia) il giorno 8 ottobre 1935.

Dalla prima media alla fine del primo anno di Teologia P. Franco fu allievo del Seminario di Cremona (’46-’57), una comunità diocesana aperta e impegnata nella missione universale della chiesa. Numerosi seminaristi passavano agli istituti missionari e anche P. Franco in terza media, affascinato dalla lettura della biografia di San Damiano de Veuster, missionario dei lebbrosi a Molokai, incominciò a ‘sognare’ le missioni. Un sogno che divenne scelta di vita, quando lesse nell’Enciclica Fidei donum l’accorato invito di Pio XII a inviare urgentemente missionari nei paesi ancora non cristiani (21.4.57),

P. Franco aveva un carattere forte, deciso e piuttosto autonomo nel realizzare i suoi progetti. Il suo Rettore riteneva che l’alunno fosse troppo vivace per vivere in una comunità religiosa. P. Franco perseverò nella richiesta e alla fine ebbe il sospirato permesso.

Entrò all'Istituto a S. Pietro in Vincoli il 14.11.1957 per l’anno di Noviziato. Emise la Prima Professione il giorno 15.11.1958. Passò quindi a Parma per continuare e completare gli studi teologici. E a Parma fu ordinato presbitero il 13.11.1960.

Dopo l'ordinazione fu inviato in Scozia per lo studio dell’inglese. Nel frattempo insegnava agli aspiranti saveriani geografia e arte (durante le vacanze estive dal seminario era stato allievo a Castelleone del conterraneo Arata che lo aveva consolidato nell’innata passione per il disegno e la pittura). Dopo due anni dovette raggiungere in tutta fretta la Sierra Leone che necessitava un Padre per la parrocchia e la scuola di Kabala. E ancora dopo due anni, di nuovo  a Coatbridge e Glasgow per l’economia e il ministero. Un inizio di attività … lungo sei anni. Forse troppi: ”vedo il mio ideale realizzato nella vita missionaria diretta o almeno in una buona esperienza di anni di missione” (16.11.66).

Attraversò questo periodo piuttosto frammentato del servizio alla missione sicuro e deciso come documentano la domanda di ammissione alla Professione Perpetua ”… sono arrivato al termine dei miei tre anni di professione temporanea e senza esitazione o patemi d’animo chiedo, a Dio piacendo, di fare la Professione Perpetua” (24.10.61) e la relazione sul primo anno di attività a Glasgow:”…Ho cercato di essere fedele a quei pochi punti (cinque in tutto) che il buon P. Dagnino ci ha dato prima della dispersione” (25.8.62).

Dal 1967 al 1997 lavorò in Sierra Leone.

Visse l’epoca pioneristica della missione, “quella del missionario formica di Dio che compie le funzioni del sacerdote, del medico, dell’assistente, dell’insegnante, del geometra” (Intervista a Vita Cattolica, Cremona giugno ’67).

Successivamente ebbe incarichi organizzativi nelle attività della missione. Dal ‘67 al ’77 fu Ispettore delle circa 120 scuole della Diocesi di Makeni. Rettore della Domus di Kissy e incaricato dell’accoglienza (’75-78 e ’80-82). Dal ’75 all’82 Cappellano delle carceri. Direttore del West Africa Leprosy Secretariat. Nell’84 gli fu chiesto nuovamente un periodo di servizio come economo nelle due comunità della Scozia. Nell’89 ritornò in Sierra Leone. fino al 1997, impegnato nella pastorale e Cappellano militare.

Dal 1998 risiedeva a Cremona, addetto al ministero della Riconciliazione in Cattedrale e all’animazione missionaria. Sembrava un esule nella sua città. Dal 2012 era in cura a Parma. Severamente provato da problemi di salute.

“Non nascondo -scriveva il 7.6.84- la mia difficoltà nel dover abbandonare, seppure per pochi anni, la Sierra Leone. Il campo di lavoro al quale credo di aver dato gli anni più belli della mia vita. Confratelli, maestri e alunni, lebbrosi e dirigenti locali e esteri, carcerati, non sono stati per me un punto qualsiasi di riferimento ma qualcosa che è entrato nel cuore e che è diventato parte di me stesso. Nessuna considerazione umana può giustificare anche solo un temporaneo distacco da loro. Solo la Fede che mi aiuta a vedere in questa nuova destinazione un segno della Volontà di Dio mi piega ad accettare questa proposta”.

 

Riposi in pace.


FR. FRANCO FIORI

Fr. Franco Fiori died in the Mother House on 24 October 2016. Born in Castelleone (Cremona – Italy), on 8 October 1935, he was 81 years old.

 

From junior high school until the first year of Theology, Fr. Franco was a student at the Seminary of Cremona (1946-57), a diocesan community that was open and dedicated to the Church’s universal mission. Many diocesan students joined the missionary institutes and Fr. Franco began to dream about the missions after reading the biography of St Damien de Veuster, who was a missionary among the lepers in Molokai. This dream became a life choice when he read the Encyclical Fidei donum, in which Pope Pius XII made an urgent appeal for missionaries to be sent to the non-Christian countries (21.4.57),

Fr. Franco was a strong, determined individual and quite autonomous in fulfilling his projects. His Rector believed that he was too lively for life in a religious community. Fr. Franco persevered with his request and finally obtained the longed-awaited permission to join the Xaverians.

He joined the Institute at S. Pietro in Vincoli on 14 November 1957 for the Novitiate year. He made his First Profession on 15 November 1958 and moved to Parma to continue his Theology studies. He was ordained priest in Parma on 13 November 1960.

 

After ordination he was sent to Scotland to study English. In the meantime he taught art and geography to the Xaverian aspirants. After two years he had to leave for Sierra Leone, which urgently needed a priest for the parish and school of Kabala. Two years later he was back in Coatbridge and Glasgow, where he served as treasurer and worked in the pastoral ministry. A beginning to his priestly life…that lasted six years, perhaps too long for his liking: on 16 November 1966, he wrote, “I think my ideal would be best fulfilled in direct missionary life, or at least in a good number of years in the missions”.

During this fragmented period of service to the mission he remained sure and determined, something that is well documented in his application for Final Profession: “I have completed my three years of temporary profession and without hesitation I ask, if it is God’s will, to make the Final Profession” (24.10.61). The same determination emerged in his report on the first year of activity in Glasgow:”…I have tried to be faithful to the five principles that Fr. Dagnino gave us before we left Parma” (25.8.62).

 

From 1967 until 1997 he worked in Sierra Leone.

He was among the pioneers of the mission, “the missionary in those days was a jack of all trades: a priest, doctor, assistant, teacher,  surveyor” (Interview, Vita Cattolica, Cremona, Cremona, June 1967).

Thereafter he was entrusted with organizational tasks. From 1967 until 1977 he was Inspector of the 120 schools in the Diocese of Makeni. He served as Rector of the Domus in Kissy (1975-78; 1980-82). From 1975 until 1982 he was a prison chaplain. He also served as Director of the West Africa Leprosy Secretariat. In 1984 he was asked to serve as Treasurer in the two communities of Scotland. He returned to Sierra Leone in 1989 and remained there until 1997, working in the pastoral ministry and as a military chaplain.

From 1998 until 2012 he was a member of the Cremona community where he worked as a confessor in the Cathedral and in missionary animation. In 2012 he moved to Parma because of serious health problems.

 

On 7 June 1984, he wrote: “I won’t hide the great difficulty I experience in leaving Sierra Leone, even for just a few years, and the work to which I have given the best years of my lifer. The confreres, teachers, lepers, local and foreign directors, prisoners all have a special place in my heart and have become part of me. No human consideration can justify even a temporary separation from them. Only Faith can help me to see and accept this new assignment as a sign of God’s Will”.

 

May he rest in peace.

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