P. Sergio Tassi
Medolla (Modena) 16 febbraio 1937
Parma, 15 marzo 1999
A Parma, in Casa Madre, alle 05.15 del 15.3.99, è morto il P. Sergio Tassi, consumato dal tumore al pancreas che nel febbraio dello scorso anno lo aveva costretto a lasciare il Brasile Sud e a rientrare in Italia. Dal gennaio u.s. le sue condizioni si erano fatte critiche; domenica, 14.3.99, è entrato in coma e il mattino dopo ha cessato di vivere.
Aveva 62 anni compiuti, essendo nato a Medolla (MO) il 16.2.1937.
Alunno del Seminario di Nonantola (MO) durante le medie e il Ginnasio (48-53) e del Seminario Metropolitano di Modena per la I° Liceo (53-54), entrò tra i Saveriani nel settembre 1954 a S. Pietro in Vincoli. Il 12 settembre dell’anno successivo emise la Professione Religiosa. Frequentò quindi gli altri due anni di Liceo a Desio (55-57) e, dopo due anni di prefettato a Vicenza e a Zelarino (57-59), studiò teologia, dal ‘59 al ’63, a Parma dove ricevette l’ordinazione presbiterale il 28.10.1962.
Dopo l’ordinazione gli fu richiesto di prestare il suo servizio nella formazione e, con incarichi diversi, fu a Zelarino (63-64), Brescia (64-66), Piacenza (66-67), Brescia (67-69). Fu un periodo di lavoro intenso, come era nello stile del P. Sergio, ma anche con qualche ombra di amarezza dovuta, a suo avviso, a una sua scelta esistenziale che non poteva non portare a confronti anche duri con gli altri: “…sono giunto ad una profonda convinzione, che credo guiderà tutta la mia vita. Dio è amore perché è luce, è verità. Non ci può essere amore senza verità… con se stessi e con il mio fratello… E chi vuole essere nella Verità, deve essere pronto a sacrificarvi tutto… So che così la vita mi serberà amarezze ben maggiori…” (Lett. 24.4.69).
Dal 1969 al 1981 il P. Sergio appartenne alla Regione del Brasile Sud dove, esclusi cinque anni di pastorale diretta a Verè (71-74) e a Dionisio (80-81), lavorò ancora nel campo formativo, nel Seminario Saveriano di Londrina (74-79), sempre tutto d’un fiato, con la conseguente stanchezza e gli immancabili duri confronti, ma anche “… insieme ad un’immensa ‘saudade’, la pace interiore, l’allegria intima di quanto fatto, insegnato, amato e donato…” (Lett. 13.2.79).
Nel 1981 si rese disponibile per l’avvicendamento e fu destinato alla Regione Italiana. Ricoprì l’incarico di amministratore presso l’EMI a Bologna: “… un’attività così estranea ai miei interessi e al mio naturale campo di azione”, e dalla quale ottenne di essere sollevato per ritornare in Brasile a servire Dio “con tutto il cuore in mezzo a quel popolo ‘que cativou todo o meu ser’…”(Lett. 11.12.83).
Dall’’86 al ’94 fu parroco di Embu, nella periferia di S. Paolo: il periodo più duro ma anche il più esaltante del suo servizio pastorale: “Qui c’è da costruire la Chiesa e il Regno di Dio quasi da zero e in condizioni estremamente ardue […] Chiedo a Dio che mi impedisca di essere loro di scandalo e di servirsi di me, così ‘povero’ come sono, per stimolarli nella via della loro liberazione terrena e definitiva” (Lett. 22.10.87).
Seguirono quattro anni di servizio sempre più diretto ai confratelli della Regione, fino alla scoperta del tumore che lo costrinse, nel febbraio del 98, a rientrare in Italia.
Ha scritto di sé, il P. Sergio (22.10.87): “Io mi assomiglio a Pietro […] contento di non essere un genio, né un santo, né qualcuno importante. Molte volte ho visto il mio lavoro dare ottimi frutti e questo mi assicura che Dio ha agito anche attraverso le mie miserie; perciò non mi abbandonerà mai né io lo abbandonerò, perché è l’unica ragione della mia vita e del mio futuro”.
Il Signore accolga nel suo Regno questo suo zelante servitore.
Fr. Sergio Tassi
Medolla (Modena) 16 febbraio 1937
Parma, 15 marzo 1999
Fr. Sergio Tassi died at the Mother House in Parma at 5:15am of March 15 1999, consumed by the pancreatic tumor which obliged him to come back to Italy after serving in Brazil. He was 62 years old, born on Feb. 16 1937 at Medolla (Modena).
After a few years of studies in diocesan seminaries in Modena (Nonantola, 1948-53, and Modena 1953-54), he entered the Xaverians in Sept. 1954 at the Novitiate in S. Pietro in Vincoli, where he made his Religious Profession on Sept. 12 1955. After two years of prefect in Vicenza and Zelarino (1957-59), and years of studies in Desio (1955-57) and Parma (1959-63), he was ordained priest on Oct. 28 1962.
Following the completion of his theology studies, he worked in formation work in the Italian Province in various houses, always with a goal of bringing people to the Truth. He served at Zelarino (1963-64), Brescia (1964-66), Piacenza (1966-67) and Brescia (1967-69). He wrote: "I have come to make in my life an essential choice which, I believe, will guide the rest of my life. God is love, for he is light and truth. There can't be love without truth... with myself and with my neighbor. And those who live in the Truth, they need to be ready to sacrifice all of themselves. For this reasons, there will always be sad moments in my life, and even greater ones..." (Letter of April 24 1969)
He received his assignment to the Province of Brazil South in 1969, where he worked mainly in formation in the seminary of Londrina, with some good results and personal rewards. Fr. Sergio also served in pastoral ministry at Verè (1971-74) and at Dionisio (1980-81). He was ever untiring worker, and endured some confrontations in relationships, but also "some good nostalgia, interior peace, and intimate happiness for all that I did, taught, loved and given..." (Letter of Feb. 13 1979).
He returned to Italy for a 5 year program at EMI in Bologna, administrator of their publications, a work he was inept to continue. He went back to Brazil in 1986, where he spent time as parish priest in Embu (1986-94), in the outskirts of Sao Paolo, and in the service of the Province, till his forced returned to Italy in February 1998 because of pancreatic tumor.
From Embu, he wrote: "Here we need to build the Church and the Reign of God from scratch and in very hard conditions... I ask God that I may not be scandal to them, to use me as I am, with my poverty, so that all Christians may be enabled to start their journey from earthly and final freedom." (Letter of Oct. 22 1987) In the same letter, Fr. Sergio talked about himself: "I feel some similitude with St. Peter, for he was happy to know he was not a genius, neither a Saint, nor anyone of importance. Over and over again I saw the fruits of my labors, and this assures me that God was able to create even through my short-comings. He will never abandon me, and I would never abandon him, for he is the only reason of my life and of my future." (Oct. 22 1987)
May the Lord welcome this zealous servant into His Reign.
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