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Villa P. Francesco

1927/500

P. Francesco Villa

Bocconi di Portico e S. Benedetto (Forlì) 19 gennaio 1923
Parma, 21 ottobre 1998

A Parma, nella Casa di Cura “Piccole Figlie”, alle ore 08.55 del 21.10.98, è morto il P. Francesco Villa, domato dal tumore che, nonostante l’intervento chirurgico del giugno scorso, ha continuato la sua opera distruttrice fino a causarne la morte
Aveva 75 anni compiuti, essendo nato a Bocconi di Portico e S. Benedetto (Forlì) il 19.01.1923.

P. Francesco, entrato nella Casa di Vicenza il 23.8.37, percorse l’iter formativo saveriano allora vigente: i primi due anni delle medie a Vicenza, appunto; terza media e ginnasio a Grumone; Noviziato e Prima Professione (1943) a S. Pietro in Vincoli; Liceo a S. Pietro in Vincoli (43-44), a Castel Sidoli (Piacenza) (44-45) e a Parma (45-46); prefettato a Vicenza; Teologia dapprima a Parma (47-49) e poi a Piacenza dove venne ordinato presbitero il 10.3.51. Fu un cammino formativo pesantemente segnato dalla Seconda guerra mondiale: “con poco cibo, ma molte risate… di penuria, paure, ma di grande fraternità” (Lett. 13.3.87).

Dopo l’ordinazione, a causa di una forte infiltrazione polmonare, dovette trascorrere un anno di convalescenza a Posilippo (Napoli). Fu quindi mandato a Vallo della Lucania e, l’anno successivo, a Nizza Monferrato come Economo: servizio compiuto, dal ‘54 al ’58, secondo il ben noto “stile degli economi saveriani…” (Lett. 23.4.57).

Nel 1958 partì per l’allora Pakistan Orientale; vi rimase fino al 1963: “sei anni di apparente sterile presenza tra i poverissimi fratelli bengalesi di Stkhira, Shimulia, Shelabunia e Karpasdanga” (Lett. 23.9.86).
Rientrò in Italia, per motivi di salute, e fu per due anni a Parma, con l’impegnativo compito di Procuratore delle Missioni

Nel 1965 ottenne di ripartire per la missione e, dopo un anno in USA per studi, raggiunse l’Amazzonia: lavorò a Belem (66-68) a servizio dei confratelli, a Tomé Açu (68-76) nella parrocchia de Santa Maria, ancora a Belem (76-87) parroco di S. Domingo e poi, dall’87 al 91, nel Seminario Maggiore.

Nel 1991 rientrò, sempre per problemi di salute, in Italia. Lavorò nell’animazione missionaria a S. Pietro in Vincoli. Ma il P. Francesco si sentiva come un pesce fuor d’acqua: “Il trauma di sradicamento dopo 33 anni di vita missionaria si fa sempre più pesante in tutta la gamma delle realtà che devo vivere: nazionale, ecclesiale e saveriana. E’ per questo che ai miei confratelli auguro sempre la grazia di morire in missione” (Lett. 23.9.92)
Partì per il Brasile Sud, ma non resistette neppure un anno. Ritornò a Parma, in cura, ma sempre disponibile, finché le forze glielo permisero, per ministero soprattutto nelle zone più abbandonate dell'Appennino parmense

II segreto della vita del P. Francesco è esposto nella lunga lettera indirizzata al P. Generale per l’ammissione alla Professione Perpetua: “Sì, io sento potentemente la missione della mia vita. Me lo dice la ragione quando mi scopro creatura di Dio, me lo confermano i due Testamenti con le loro pagine di bontà e di sangue, me lo gridano le molte anime cieche di paradiso che aspettano da me la luce. Oh, le anime! Come mi fa male il pensiero di tanti poveri traviati, di tanti poveri infelici senza speranza. E chi mai, se non il Signore, suscita in me questa fiamma apostolica?” (31.10.48).

Il Signore accolga nel suo Paradiso questo suo servo generoso.

English

Fr. Francesco Villa

Bocconi di Portico e S. Benedetto (Forlì) 19 gennaio 1923
Parma, 21 ottobre 1998

Fr. Francesco Villa died at the Nursing Home of the “Piccole Figlie” in Parma at about 9:00am on Oct. 21 1998, the result of cancer which spread quickly since June 1998. He was 75 years old, born at Bocconi di Portico e S. Benedetto (Forlì) on Jan. 19 1923.

He entered the Xaverians in Vicenza, followed with studies at Grumone, Novitiate and First Profession at S. Pietro in Vincoli (Sept. 8, 1943) and subsequent studies at Castel Sidoli (Piacenza), Parma, and Piacenza. At the end of theology, Fr. Francesco was ordained priest at Piacenza on Mar. 10 1951. His formation years were marked deeply by the World War II “with little food, but lots of laughter… with anxieties and fears, but of much brotherhood.” (Letter of Mar. 13 1987).

Due to some pulmonary problems, he spent a good year at Posillipo (Naples) right after his Ordination He was the asked to serve as Treasurer at Vallo della Lucania, and Nizza Monferrato (1954-58), lived, as he recalls in a letter of Apr. 23 1957, "with the well-known Xaverian style."

After this period in Italy, he was assigned to East Pakistan in 1958 where he stayed until 1963, serving the people of Satkhira, Shimulia, Shelabunia and Karpasdanga. "They were six apparent sterile years of presence among the poor of Bangladesh..." he wrote. (Letter of Sept. 23 1986) After a period of two years in Parma as a Mission Procurator, he was then assigned to Northern Brazil, and spend a year of studies in the USA. He worked at Belem (1966-68), at Tomè Acu (1968-76), parish priest at S. Domingo in Belem, and then in the Major Seminary (1987-91).

He returned to Italy for a brief period of mission animation work at S. Pietro in Vincoli, but with much difficulties in readjusting to the new-found reality. "The trauma of uprooting oneself after 33 years of direct missionary activity becomes heavier every day, in all the aspects that influence my life: social, ecclesial and Xaverian. For this reason, I wish to my confreres the grace to die in mission lands." (Letter of Sept. 23 1992). He tried again Brazil South, but lasted only a few months, and so came back to Parma where he ministered to the people of the far-away places in the Apennine region of the diocese of Parma until his strength allowed him.

The life's secret of Fr. Francesco is well presented in the long letter he wrote to the Fr. General on the occasion of the admission to Perpetual Profession: "Yes, I feel with much power the mission of my life Reason tells me that when I see myself as a creature of God; both Old and New Testament confirm that mission with those pages filled with goodness and blood; most of all, the cries of the souls who are do not know Paradise, await from me a positive response Oh, those souls! How I feel sad with the thought of so many afflicted and unhappy poor who are hopeless And who else, but the Lord, can instill in my this apostolic flame?" (Oct. 31, 1948) May the Lord welcome into Paradise this generous servant.


Francesco Villa

DG
21 October 1998
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